Riesplode la guerra legale per la pineta di Is Arenas

Le società che la gestiscono e il Comune di Narbolia si fronteggiano davanti ai giudici del Tar. Si accusano a vicenda del mancato completamento dei lavori di urbanizzazione

NARBOLIA. Sembra una di quelle guerre sotterranee che ogni qual tanto riemergono. Si gioca ancora una volta nelle stanze delle aule di giustizia gran parte della disputa sulla pineta di Is Arenas e sul suo futuro ambientale e urbanistico. Stavolta a occuparsi della singolar tenzone sarà il Tar a cui è stato presentato nei giorni scorsi un ricorso con cui si chiede l’annullamento di una delibera comunale approvata a febbraio. Non è la prima volta che i tribunali siano chiamati in causa nell’ultimo trentennio per emettere verdetti su Is Arenas, come non è la prima volta che su fronti opposti si ritrovino il Comune e chi gestisce, in questo caso le due società la Is Arenas srl e la Is Arenas Hotel del Mare, la sconfinata area che si affaccia su uno dei tratti più selvaggi della costa oristanese.

Gli echi delle trascorse battaglie ambientaliste sui seicento ettari di pineta sono ormai sopiti e il nuovo scontro si gioca tutto sul rispetto della convenzione urbanistica quanto mai datata. Fu stipulata nel 1990, anno che sembra lontanissimo, e doveva fare da preludio a una serie di edificazioni e di ingrandimenti urbanistici che solo in minima parte hanno visto la luce e fanno da cornice al campo da golf a diciotto buche, la cui nascite fu la madre di tutti gli scontri tra favorevoli e contrari ai vari insediamenti.

Acqua passata, tanto che molti nemmeno si ricordano più delle proteste e dei contrattacchi di chi invece sventolava la bandiera degli investimenti immobiliari promettendo sorrisi per l’economia del paese. Ora la contesa verte su tutt’altro argomento, ma un piccolo passo indietro bisogna comunque farlo: è febbraio quando il consiglio comunale approva una delibera che è una presa d’atto di una precedente relazione tecnica disposta per valutare lo stato di avanzamento delle opere previste dalla convenzione del 1990, poi rimodulata. Quell’accordo tra il Comune e il gestore privato della pineta prevedeva anche una serie di opere di urbanizzazione, di cui si doveva far carico proprio la parte privata. Il Comune, dal canto suo, aveva altri adempimenti da sbrigare.

Ebbene, la relazione tecnica eseguita dagli uffici comunali è arrivata a certificare che le società private sarebbero largamente inadempienti: strade, illuminazione, fognature, servizi idrici sarebbero stati fatti in misura inferiore rispetto a quanto previsto dalla convenzione. Da qui il voto del consiglio comunale che, di per sé, rimane solo una presa d’atto della bontà della relazione, a cui per ora non è stato dato seguito con altre azioni che si sarebbero potute indirizzare contro la Is Arenas e la Is Arenas Hotel del Mare. Fatto sta che quel voto non lascia tranquilli rappresentanti legali delle due società che, tramite gli avvocati Ignazio Pagani, Giulia Dalle Carbonare e Massimiliano Ferrari, hanno presentato il ricorso al Tar per annullare la delibera del Comune prospettando la richiesta di risarcimento danni da quantificare con una perizia: ritengono di essere stati danneggiati pesantemente dalla lentezza con cui sono andate avanti le pratiche urbanistiche in tutti questi anni, fatto che avrebbe loro impedito di affrontare nuovi investimenti immobiliari e turistici e ribaltano anche le accuse di inadempienza verso la convenzione. Le società sostengono che sia il Comune in deficit per quanto riguarda le opere di urbanizzazione e non viceversa. Materia da tribunale, ancora una volta, perché il Comune non è rimasto a guardare e si è a sua volta costituito in giudizio affidando l’incarico di tutelare l’ente all’avvocato Valerio Martis. Del resto sul teatro della contesa ballano svariati milioni.

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