Preghiere ma niente cavalli nel giorno dell’Ardia

Sedilo, iniziato ieri il pellegrinaggio verso il santuario di San Costantino anche se non ci sarà la corsa

SEDILO. E venne il giorno dell’Ardia senza l’Ardia. Il rito che evoca le gesta dell’imperatore Costantino prima che salisse al trono e proclamasse la libertà di culto per le religioni monoteiste, neanche oggi si ripeterà oggi. Negli ultimi 78 anni è la terza volta che viene cancellata la corsa equestre. Nel ’43 fu la guerra a fermare i cavalieri, negli ultimi dodici mesi è stata la pandemia. E la liturgia dell’Ottava, la processione con i corridori prevista due domeniche dopo la cavalcata, seguirà la stessa sorte.

San Costantino sarà ricordato e glorificato nelle celebrazioni eucaristiche che si susseguiranno tra oggi e domani nel santuario e in parrocchia. Le regole stringenti sul contenimento dell’epidemia e i tempi lunghi richiesti da una macchina organizzativa molto complessa hanno imposto un nuovo stop all’Ardia a cavallo e a piedi, che molti, non solo a Sedilo, si augurano di rivedere nel 2022. Oggi mancherà il brivido di una corsa altamente spettacolare, ma la sacralità della ricorrenza e la profondità del sentimento nutrito da chi è devoto alla figura del taumaturgo bizantino restano immutate.

È così per le decine di pellegrini che alle prime luci dell’alba di ieri hanno affrontato a piedi il viaggio dal Goceano a Sedilo perpetuando una tradizione tramandata spesso di generazione in generazione. Con mezzi di trasporto più confortevoli, ma mossi dallo stesso fervore religioso del passato, in queste ore fedeli provenienti da tutta la Sardegna raggiungeranno l’anfiteatro di Monte Isei per partecipare alle messe e compiere i giri devozionali attorno al santuario. Un tempio insolitamente spoglio, privo degli ex voto, rimossi temporaneamente per restaurare l’edificio di culto, che nei secoli hanno testimoniato la pietà polare dei sardi. (mac)

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