Oristano, nel vecchio forno da portare in discarica uno zaino con la droga

Una cucina lasciata in strada è stata usata come nascondiglio di tre chili di marijuana

ORISTANO. Non un pollo da arrostire, ma uno zaino pieno di marijuana. Perché si trovasse dentro il forno di una cucina destinata a finire in discarica di lì a poco è un mistero che gli inquirenti stanno cercando di risolvere. Succede tutto in via Scirocco, quartiere di San Nicola, dove una signora decide di disfarsi della sua vecchia cucina. Chiama il servizio di ritiro degli ingombranti e deposita l’elettrodomestico nella zona destinata alla raccolta dei rifiuti all’esterno del proprio palazzo nel giorno fissato dagli addetti alla raccolta differenziata.

Qualche ora dopo, quando la signora si accorge di aver dimenticato in casa una parte della stessa cucina, ritorna giù e decide di lasciare quel componente nel forno. Allora apre lo sportello e vede uno zaino. Resta un attimo interdetta, perché non ricordava di aver messo uno zaino all’interno del forno e così controlla cosa ci sia dentro non immaginandosi certo di trovare una sorpresa del genere.

Un altro attimo di stupore precede la certezza: è droga. Non perde un secondo e chiama la polizia che arriva in via Scirocco con gli agenti della Squadra volanti che, a loro volta, rimangono stupiti di fronte a quel che hanno davanti. Se alla signora qualche dubbio era rimasto, per gli agenti invece non ce ne sono: quella è marijuana. Ovviamente la portano via con sé e poi la pesano per scoprire che la freccia della bilancia sorpassa i due chili. La signora ovviamente non c’entra con questa storia, se non per il fatto di aver trovato lo zaino che era stato nascosto lì. L’ha allora lasciato lo spacciatore per poi recuperarlo in un secondo momento oppure quello era il nascondiglio improvvisato scelto per la consegna della marijuana a chi poi doveva occuparsi della vendita al dettaglio?

Sono domande a cui gli investigatori coordinati dalla procura stanno tentando di dare una risposta in tempi brevi e non è escluso che la svolta sia molto vicina. Per prima cosa gli agenti hanno verificato i nomi dei residenti di quelle palazzine lì attorno, compresa la stessa al cui esterno era stata lasciata la cucina, per vedere se vi abiti qualcuno di sospetto. Tanto più che, come raccontano alcuni condomini, proprio in quei paraggi si nota da qualche tempo uno strano via vai di ragazzini che abitano in tutt’altri quartieri della città, ma che evidentemente hanno qualche motivo per recarsi sin lì. Il sospetto che ci fosse qualche punto di riferimento importante per l’acquisto della droga era già alto, ora trova però conferma. Mancano solo il volto e il nome del proprietario della droga, qualcuno così sicuro di sé o forse così improvvido da averlo lasciato incustodito per poi andare a riprenderlo. Quando però era troppo tardi.

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