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cronaca

Elezioni a Bonarcado Mele contro il non voto

La consigliera regionale leghista e medico di base nel suo paese unica candidata «Vogliamo rivalutare i tesori artistici e ambientali di un centro unico in provincia»


21 settembre 2021 di Michela Cuccu


BONARCADO. Per la prima volta è una donna a candidarsi alla carica di sindaco, ma è anche la prima volta che di liste presentate ce n’è soltanto una. Nessuno dell’Amministrazione uscente, guidata da Francesco Pinna, si è candidato. Al contrario di Annalisa Mele, consigliere regionale della Lega, che, come si dice, ha deciso di mettersi in gioco. Guida una lista civica, che hanno scelto di chiamare “Ananti”, avanti, manco avessero previsto che la sfida questa volta non è con altri candidati con idee alternative, ma con il rischio dell’astensione. Mele e gli altri dovranno infatti convincere i loro compaesani ad andare al voto, perché se il quorum del 40 per cento più uno non sarà raggiunto, il Comune sarà commissariato e dovranno indire nuove elezioni. «Il rischio che alcuni non vadano a votare esiste – ammette Annalisa Mele – c’è già chi sta invitando a disertare le urne. Noi speriamo di convincerli che non è questa la scelta opportuna e che il nostro paese ha necessità di una amministrazione che si metta al lavoro da subito». Da qualche mese, Mele che a Bonarcado c’è nata è anche il medico di base del paese: «Non potevo permettere che i miei compaesani restassero senza medico, così ho accettato l’incarico», dice «Ma questo non c’entra con la mia candidatura». Spiega i motivi della sua scesa in campo: «Da un anno alcuni compaesani mi chiedevano di candidarmi. Ho accettato perché Bonarcado negli ultimi tempi è stato trascurato. Così abbiamo lavorato per creare la squadra, composta prevalentemente di persone che non hanno mai amministrato ma che hanno tante idee e progetti da proporre per dare una svolta». I punti cardine del programma sono decoro urbano, servizi ai cittadini, rilancio dell’economia con un occhio di riguardo alle importanti risorse culturali, paesaggistiche e archeologiche «Che se valorizzate, potrebbero creare nuove occasioni di lavoro, dunque nuova ricchezza», dice. «Le potenzialità sono notevoli: pensiamo al santuario di Nostra Signora di Bonacatu, meta ogni anno di migliaia di fedeli. Potrebbe diventare l’occasione per inserire Bonarcado nel circuito del turismo religioso – dice ancora la candidata – creando percorsi e itinerari. Accanto a questo, puntiamo al recupero dei sentieri, realizzando anche piste ciclabili ed ippovie come basi del turismo sostenibile ». Spiega come Bonarcado possegga un notevole patrimonio archeologico: «é il paese della provincia con più siti in assoluto. Credo sia opportuno pensare ad una valorizzazione di queste risorse». Bonarcado è uno dei paesi maggiormente colpiti dall’incendio che a fine luglio ha devastato il Montiferru. «Il recupero delle aree bruciate, la riforestazione, saranno uno dei primi impegni da affrontare, senza trascurare la prevenzione, che ha bisogno di strumenti per poter essere tale», dice ancora. Bonarcado è anche il paese delle ciliegie: «Un’eccellenza che vorremmo aiutare a valorizzare, come tutto il comparto agricolo e zootecnico».

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