«Dov’è il dentista?» e svaligiavano case

Arrestata una 29enne, denunciata una sua amica: il colpo in via Segni durante l’estate. Rubati gioielli di alto valore

ORISTANO. Toccata e fuga, come in una sinfonia. L’intermezzo non è proprio epico come lo sarebbe un duello da Cavalleria rusticana, ma è un illegale rovistare tra gli scaffali e i mobili di una casa altrui in cerca di bottino. Non sempre poi le note finali sono quelle giuste e capita anche che, dopo la toccata, la parte della fuga non riesca. Il suono che chiude la musica è infatti quello delle manette che sono toccate – non è la prima volta – a una 29enne croata di etnia rom. È stata fermata dagli agenti della Squadra mobile di Oristano, in collaborazione coi colleghi della questura di Livorno, con l’accusa di furto aggravato per un colpo messo a segno durante l’estate in un appartamento di via Segni, dov’era stata fatta razzia di gioielli di alto valore. Una sua amica e presunta complice, invece, è stata invece denunciata.

Per identificarle c’è voluta un po’ di buona sorte, un aiuto da due importanti testimoni, dalle telecamere di videosorveglianza e ovviamente c’è tutto il lavoro degli agenti coordinati dal dirigente Samuele Cabizzosu che hanno dovuto fare una corsa contro il tempo per arrivare al fermo prima che le due amiche passassero la frontiera e sparissero nel nulla. Il curriculum della 29enne è infatti alquanto lungo e, leggendo tra i precedenti, si scopre che anche i metodi di azione sembrano ben consolidati. Si sa che la Sardegna d’estate piace tanto, così le due amiche, in due periodi distinti a luglio e a cavallo tra luglio e agosto, non avevano resistito al richiamo dell’isola.

Avevano deciso di prendere in affitto un appartamento a Siniscola e, da lì, si spostavano a far visita ad altre località e ad almeno un appartamento – gli inquirenti stanno indagando per capire se altri furti commessi nello stesso periodo siano attribuibili a loro –. A Oristano una delle mete era la palazzina di via Segni. Una volta dentro l’androne delle scale suonavano al campanello dei vari appartamenti. Pensavano che uno di questi fosse vuoto, invece all’interno c’era un’anziana che ha notato le due amiche dallo spioncino e non ha aperto. Ha invece fatto una telefonata alla figlia che, una quarantina di minuti più tardi, è arrivata per controllare.

Nel frattempo in un altro appartamento, usando un cacciavite e una tessera di plastica, le due amiche erano riuscite a forzare la porta e a fare il pieno di gioielli. Quando però stavano andando via, la figlia dell’anziana le ha incontrate e ha chiesto loro perché fossero lì. La risposta è stata che cercavano uno studio dentistico che in quel palazzo non c’è proprio. Poi sono andate via, ma avevano seminato troppi indizi dietro di loro. Le denunce hanno messo in moto la polizia e il resto l’hanno fatto le indagini.

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