Sotto sequestro il campo con la maxi piantagione

SANTA GIUSTA. Non è solo la montagna di droga a finire sotto sequestro. Anche il terreno in cui era stata impiantata la più grande piantagione illegale mai scoperta in provincia, è finito sotto...

SANTA GIUSTA. Non è solo la montagna di droga a finire sotto sequestro. Anche il terreno in cui era stata impiantata la più grande piantagione illegale mai scoperta in provincia, è finito sotto sigilli. Il sequestro preventivo fa da preludio alla confisca che verrà chiesta successivamente. Il campo di Sa Uccaria non è quindi più in possesso di Nino vacca, 56 anni, originario di Ovodda, considerato uno dei cinque coltivatori finiti in manette per aver impiantato almeno 8.680 piantine di cannabis, mentre oltre mezzo quintale era stato già essiccato. Gli altri quattro arrestati, coinvolti nell’indagine coordinata dal pubblico ministero Armando Mammone e condotta dalla Squadra mobile della questura, sono rancesco Goddi, 44 anni di Nuoro, difeso dagli avvocati Gian Luigi Mastio e Maria Luisa Ruggiu; Thomas Cancellu, 22 anni di Oliena; Giovanni Maria Giobbo, 56 anni di Orgosolo; Angelo Muscau, 57 anni di Orgosolo, tutti difesi dall’avvocato Gianfranco Siuni.

Il sesto uomo, collegato a questa seconda operazione, era finito in manette qualche giorno prima. È Antonio Marrocu, 31enne allevatore di Austis che seguiva un’azienda zootecnica a Marrubiu, non troppo distante dal terreno della piantagione. Nel casolare era stato trovato il primo grosso quantitativo di marijuana, 153 chili già essiccati.

A una storia di droga, legata a traffici che avevano come località di riferimento San Nicolò d’Arcidano sono legate anche le richieste per un processo che si sta celebrando davanti alla giudice per le udienze preliminari. Durante il rito abbreviato, il pubblico ministero Sara Ghiani ha chiesto la condanna a sette anni e otto mesi per Manuel Medda; due anni e venti giorni per Roddy Cera, anch’egli di Arcidano; sette anni, un mese e dieci giorni per Mario Meloni; quattro anni, un mese e dieci giorni per Marco Manconi. Gli avvocvati difensori Stefano Piras e Fabio Costa hanno invece sollecitato l’assoluzione. Sempre nello stesso procedimento, andranno valutate le richieste di messa alla prova che riguardano Alice Erdas, assistita dagli avvocati Robert Sanna e Rinaldo Saiu; Jionatan Caddeo, difeso dagli avvocati Rinaldo Saiu e Arianna Cuccu; Alex Medda difeso dall’avvocatessa Rosaria Manconi. Se non saranno accolte le richieste è possibile che qualcuno degli imputati scelga il patteggiamento. In ogni caso se ne riparla il 28 ottobre, data in cui ci sarà la sentenza.

Il processo è figlio dell’operazione antidroga denominata “Camera Snarcy” portata avanti dai carabinieri della Compagnia di Oristano e conclusa con una serie di arresti e denunce a gennaio di quest’anno. (e.carta)

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