In mostra le Tracce incise nel tempo

Al Museo Diocesano gli archivi regalano frammenti di storia oristanese inedita

ORISTANO. Si volta pagina, ma la trama rimane di altissimo livello. Il Museo Diocesano Arborense si prepara all’inaugurazione, prevista per questa sera alle 19.30 e preceduta da una conferenza, della mostra “Tracce incise nel tempo. Pagine di storia arborense”, curata da Fabio Ardau storico archivista e da Silvia Oppo, direttrice del museo. L’esposizione presenta libri, manoscritti, pergamene, sigilli e memorabilia che raccontano frammenti di storia inedita dell’Arcidiocesi oristanese. L’evento corona la conclusione dei lavori del progetto diocesano integrato MAB che ha visto interessati il museo stesso, l’archivio e la biblioteca, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, per il recupero, la tutela e la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici del territorio.

La mostra è suddivisa in due sezioni: i luoghi e il tempo. Nella prima parte si parla dell’importanza dei progetti partendo dai contenitori che custodiscono rari artefatti, alcuni dei quali non visibili al pubblico da molti anni. Si inizia con la biblioteca del seminario arcivescovile che offre l’opportunità di ammirare l’esposizione di alcuni volumi fra le opere più significative della prestigiosa raccolta.

Si prosegue con la ricca e unica collezione dei codici liturgici della Cattedrale, ospitati attualmente nel museo, ma in origine conservati nell’archivietto, una piccola cappella presbiteriale seicentesca della Cattedrale. Tra i codici spicca il meraviglioso Manoscritto I, appena restaurato, che presenta delle sfarzose miniature e ingenti materiali paleografici.

Segue ancora l’area dedicata all’Archivio del Capitolo metropolitano di Oristano con la presentazione di una selezione delle oltre cento pergamene munite di splendidi sigilli, in cera, piombo e altri materiali custodite nel fondo e restaurati recentemente.

La seconda sezione della mostra relativa al tempo, mette in luce gli arcivescovi, che si sono susseguiti negli anni tra il 1700 e il 1800. Si vuole evidenziare l’aspetto umano di queste persone che hanno marcatamente trasformato l’arcidiocesi attraverso le loro opere sugli immobili, edificando e trasformando gli edifici principali del territorio; e sui beni culturali mobili, commissionando sontuosi paramenti, argenti, statue, pitture, mobilia. Chiude l’esposizione un video, curato dal regista Antonello Carboni, che racconta le tappe fondamentali del progetto MAB dell’Arcidiocesi di Oristano, che ha visto collaborare in sinergia diverse realtà con l’obbiettivo di rendere fruibili parte dei grandi tesori.

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