Parte la corsa al metano nel Consorzio Industriale

Valutazione di impatto ambientale per la rete di fornitura alle imprese Il progetto da 3 milioni e mezzo si estende su 22 chilometri e riguarda 120 utenze

SANTA GIUSTA. È cominciata la scorsa settimana la procedura di valutazione di impatto ambientale del progetto per la metanizzazione della zona industriale di Oristano e Santa Giusta. La comunicazione arriva dal Ministero della Transizione ecologica che ha annunciato che sono aperti anche i termini di sessanta giorni per la presentazione di eventuali osservazioni sulla valutazione. Il progetto, finanziato nel 2016 dalla Regione con 3 milioni e mezzo di euro, prevede di servire tutte le utenze dell’agglomerato gestito dal Consorzio Industriale della Provincia di Oristano ed è predisposto per potersi allacciare, in futuro, anche alle reti urbane dei due centri abitati di Oristano e Santa Giusta.

Due sono le zone di interesse naturalistico coinvolte: si tratta dello Stagno di Santa Giusta e della zona umida di Sassu-Cirras, entrambi facenti parte della Rete Natura 2000. Il progetto prevede l’installazione di condotte nei tre corpi – nord, centrale e sud – del Consorzio, per un totale di circa 22 chilometri e 120 diramazioni destinate alle utenze. Nelle condotte, oltre alle tubature, potranno essere alloggiati i cavi delle fibra ottica. «L’approvvigionamento potrà essere effettuato, anche separatamente, da ognuno dei punti di ingresso rappresentati da tre terminali di gas naturale liquido delle società Higas, Ivi Petrolifera e Edison in fase di valutazione o realizzazione, tra cui la futura dorsale del gas metano» scrivono i progettisti nella relazione generale.

Nel dettaglio, la soluzione progettuale prevede l’allaccio al deposito costiero di Higas, già entrato in funzione a maggio di quest’anno, che fornirà l’alimentazione alla rete. È previsto all’interno del progetto anche l’allaccio al sito dove dovrebbe sorgere il deposito di Edison, fra il Canale Sud e lo Stagno di Santa Giusta, dato che si trova di fronte a una delle utenze che sarà servita dalla rete, quella del Pastificio Cellino. Sarà invece necessario realizzare un breve tratto ulteriore di condotte per raggiungere il sito dove dovrebbe sorgere il deposito della Ivi Petrolifera, al momento oggetto di valutazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

I tre depositi hanno una capacità tra i 9mila e 10mila metri cubi ciascuno e le tre società hanno già, con vari gradi di impegno, dato disponibilità alla realizzazione di rigassificatori da allacciare alla dorsale sarda del metano. La rete potrà connettersi anche alla dorsale, ma Enura, la joint venture composta da Snam e Sgi titolare del progetto della dorsale, e Consorzio Industriale non concordano sulla localizzazione del punto di riconsegna. La posizione proposta da Enura, infatti, si trova in un’area dove il Consorzio, che ha suggerito una localizzazione alternativa, vorrebbe espandere il Canale Sud del porto.

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