Nuovo sinodo, definite le tappe del confronto

I parroci dovranno scegliere i nomi dei coordinatori locali entro fine mese. Non meno di 150 persone

ORISTANO. Il cammino sinodale richiesto dal Papa e programmato dalla CEI non concede molto tempo. Ad aprile 2022 l’arcivescovo dovrà inviare il risultato delle consultazioni diocesane a Roma. Padre Roberto Carboni ha messo a punto un ruolino di marcia che prevede di dedicare le cinque settimane che precedono il Natale a sensibilizzare i fedeli sul modo di aiutare la Chiesa a diventar veramente sinodale, cioè nella comunione, partecipazione e missione. Un invito in questo senso l’arcivescovo di Oristano e vescovo di Ales-Terralba, padre Roberto Carboni ha rivolto ai quasi 250 mila abitanti delle due diocesi unificate nella sua persona. Precisa la consegna del presule ai parroci e ai responsabili delle famiglie religiose maschili e femminili presenti in diocesi e delle realtà ecclesiali: individuare uno/due persone (quando è possibile, un uomo e una donna) e inviare, entro il prossimo 27 novembre), i nominativi al coordinamento sinodale (sinodo.diocesi.al.or@gmail.com ). I referenti scelti, dovrebbero essere complessivamente per le due diocesi non meno di 150, frequenteranno un breve corso di aggiornamento-formazione per poi impegnarsi a tutti i livelli – parrocchiale, zonale associativo – nell’opera di consultazione possibilmente di tutti i fedeli.

Monsignor Carboni delimita subito il campo del mandato dei referenti e gli obiettivi dell’operazione sinodale: «Non siamo chiamati a fare un nuovo Sinodo diocesano, già celebrato sia a Oristano (nel 2015) sia ad Ales-Terralba (nel 2014-2015) che ancora offrono e spunti importanti – dice padre Roberto – per la vita delle nostre Chiese, ma a recepire l’invito di papa Francesco a partecipare al prossimo Sinodo dei Vescovi, che prevede la consultazione del popolo di Dio sul tema: Per una chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione». «È importante – aggiunge il vescovo – che il cammino sinodale sia pienamente integrato nell’attività ordinaria delle comunità e nella celebrazione dei tempi liturgici. Non si tratta di organizzare un lavoro macchinoso, né di dare uno stile sindacale, ma sinodale a quanto già facciamo, mettendoci in ascolto delle narrazioni, a partire dagli organismi di partecipazione, dai gruppi, negli ambienti di vita, coscienti che la realtà viene prima delle idee». L’invito di padre Carboni è chiaro: «più che farsi prendere dall’affanno di dare risposte, è bene aver cura delle domande a partire dall’interrogativo di fondo proposto dal documento preparatorio, cioè come si realizza oggi, a diversi livelli (da quello locale a quello universale) quel «camminare insieme» che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è stata affidata; e quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale?». Entro il 30 marzo i risultati di questa consultazione capillare dovranno essere trasmessi al vescovo che li invierà alla Cei.

Mario Girau



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