Incendio a Sant’Anna, chiesti maxi risarcimenti

Tra i danneggiati dal rogo del luglio 2014 molti imprenditori e i Comuni di Marrubiu e Arborea

MARRUBIU. Le parti civili chiedono un maxi risarcimento. Chi lo dovrà pagare è tutto da stabilire, perché manca ancora la sentenza. Ieri però il processo per incendio colposo e omessa manutenzione degli impianti elettrici, da cui si sarebbe generato il terribile rogo del luglio 2014 ha fatto un ulteriore passo avanti. A formulare le richieste per il risarcimento dei danni sono stati gli avvocati di parte civile Gianfranco Sollai e Cecilia Fa’. Quest’ultima assiste anche le amministrazioni di Marrubiu e Arborea, oltre a un’azienda le cui strutture rimasero danneggiate dalle fiamme. Sebbene l’incendio fosse partito da Sant’Anna e quindi in territorio comunale di Marrubiu, la maggior parte dei danni li fece nelle superfici comunali di Arborea e infatti la richiesta di risarcimento è nel primo caso di 3mila euro, nel secondo di ben 83mila. In mezzo c’è il privato la cui richiesta è arrivata sino a 6mila e 500 euro.

È molto più alto invece il monte risarcimenti richiesto dall’avvocato Gianfranco Sollai che si è costituito parte civile per una serie di aziende che subirono danni ingenti: il totale, comprendendo tutte le aziende, arriva a 700mila euro – gli altri avvocati di parte civile Andrea Crobu ed Efisio Laconi avevano già concluso le loro arringhe nella precedente udienza –. Ora resta da vedere chi pagherà e se la somma sarà pagata, perché manca l’aspetto fondamentale di un processo ovvero la sentenza. Nella precedente udienza il pubblico ministero Daniela Muntoni aveva chiesto la condanna a tre anni e mezzo per ciascuno dei tre imputati. Sono il mogorese Enrico Onnis, il comasco Carlo Spigarolo e il cagliaritano Silvio Ruggiero. Tutti lavoravano per l’Enel, sebbene avessero compiti differenti all’interno dell’azienda: l’ultimo era il responsabile della zona di Oristano per la società che distribuisce l’energia elettrica, mentre i primi due erano rispettivamente il responsabile dell’unità operativa che non avrebbe agito tempestivamente nonostante le segnalazioni fatte dai residenti di Sant’Anna sul malfunzionamento del sezionatore da cui partirono le scintille che avrebbero scatenato l’incendio e il responsabile della distribuzione territoriale dell’energia elettrica per l’intera Sardegna. Il 7 gennaio tocca alle arringhe difensive degli avvocati Sebastiano Chironi e Pierluigi Concas.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes