Dopo i nubifragi nell'Oristanese si contano i danni

Il vento ha spazzato le nuvole, ma di notte ad Arborea e Uras si è temuto il peggio. Numerosi interventi dei vigili del fuoco

ARBOREA. Il vento ha spazzato via le ultime nubi, ma sino all’alba di ieri, la paura che potessero ripetersi i disastri del passato, in molti centri della provincia ha tenuto sveglie e con il fiato sospeso migliaia di persone. Solo a fine mattinata, l’acqua esondata dallo stagno di S’Ena Arrubia, che, nonostante l’idrovora di Sassu avesse operato a pieno ritmo, aveva invaso l’intera carreggiata della strada provinciale 49 che collega Arborea con Santa Giusta e Oristano, era finalmente defluita. La preoccupazione era infatti che l’acqua potesse aver danneggiato la strada, rendendola impraticabile e dunque, isolando ancora una volta il paese. Passata la paura anche a Uras, dove, venerdì dal Comune era partito l’invito agli abitanti di lasciare i piani terra delle abitazioni e trasferirsi in quelli superiori e di spostare le automobili e parcheggiarle nei punti più alti dell’abitato. Nel corso della mattinata di ieri, il livello dell’acqua dei canali che attraversano l’abitato è sceso notevolmente, grazie anche al lavoro delle squadre del Consorzio di Bonifica che per l’intera giornata di venerdì erano stati impegnati con le ruspe a liberare i corsi d’acqua intasati dai detriti e dalle ramaglie trascinate dalla piena. Cessato l’allarme, ieri mattina è stata anche chiusa la sala operativa che per precauzione era stata aperta in municipio.

Anche nei centri della Marmilla e del Parte Montes, aree che a cavallo tra la tarda mattinata e il pomeriggio di venerdì erano state investite da una bomba d’acqua, si cerca di ritornare alla normalità. La pioggia ha provocato allagamenti un po’ ovunque, non solo ad alcune strutture pubbliche (come l’acqua fun di Baradili e il cimitero vecchio di Mogoro) ma anche nelle abitazioni, con frane e cedimenti nelle vie di alcuni centri abitati, sulle strade rurali e le provinciali di collegamento tra i paesi, come accaduta ad Ales, Masullas, Morgongiori, Mogoro, Pompu, Simala, Baressa, Baradili e Sini. In realtà, in alcuni centri i vigili del fuoco di Oristano e dei distaccamenti di Ales, Mandas e Sanluri che tra venerdì e sabato, per quasi 24 ore consecutive hanno lavorato rispondendo alle decine di chiamate per liberare le strade dai detriti, mettere in sicurezza edifici, svuotare scantinati, hanno continuato ad lavorare anche ieri, per far fronte alle tante richieste d’aiuto. Se nei centri abitati, gradualmente, si sta ritornando alla normalità, non si può dire altrettanto delle campagne, dove, intere aziende sono ancora sott’acqua. Una situazione gravissima, che ha convinto tanti Comuni a deliberare per la proclamazione dello stato di calamità naturale. E ora è tempo di iniziare la conta dei danni.



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