Sartiglia più che dimezzata anche le discese in dubbio

Ieri sera prima riunione operativa tra Comune, Cavalieri, Gremi e Fondazione A seconda della situazione sanitaria saranno proposti diverse opzioni  

ORISTANO. E' un amaro risveglio per gli appassionati della Sartiglia, all'indomani della riunione tra organizzatori svoltasi ieri sera, che ha visto coinvolti Comune, Istituzione, gremi e associazione cavalieri.

Alla fine dell’incontro tutti hanno convenuto di dover fare un passo indietro, quanto meno negli auspici.

La giostra equestre oristanese, anche per la prossima edizione 2022, avrà un volto diverso da quello tradizionale; sarà solo un morso di Sartiglia, condizionato per il secondo anno dall'evoluzione della curva pandemica.

Un assaggio a questo punto più sostanzioso del nulla di fatto o poco più dello scorso anno, dove l'Istituzione aveva valutato di non poter svolgere la giostra in pieno emergenza sanitaria, lasciando solo lo spazio, a discrezione di ciascuna corporazione, di rispettare la tradizione di nominare i componidoris designati, consegnare i ceri benedetti durante la Candelora, e benedire la città in occasione della domenica e martedì di carnevale, con la sola aggiunta per il gremio dei Falegnami di una fugace vestizione e svestizione a porte rigorosamente chiuse.

Per l'edizione 2022, l'assaggio sarà leggermente più corposo, ma è quasi certo che proprio questo dolce gusto di Sartiglia lascerà ancor più l'amaro in bocca ai tanti addetti ai lavori e appassionati che già pregustavano un barlume di ritorno alla normalità.

Rispetto a quello che accadrà domenica 27 febbraio e martedì primo marzo non vi è ancora certezza, nonostante la riunione di ieri sera, ma solo indirizzi, che però disegnano una Sartiglia ben diversa dalla tradizione.

La prima certezza è quella di un solo palcoscenico per la giostra, quello di via Duomo, dove usualmente si svolge l'apertura della manifestazione e la corsa alla stella. Per le emozioni di via Mazzini bisognerà attendere il 2023. Anche per quest'anno la trepidante attesa del corteo di figuranti, che precede quello dei cavalieri in sfilata, gli applausi scroscianti al passaggio delle pariglie acrobatiche e i fischi goliardici per le stecche volute da uno o più trombettieri potranno rivivere solo nei ricordi degli spettatori o nelle repliche che certamente saranno proposte in televisione.

Per via Mazzini, ormai sembra chiaro, sarà un nuovo anno di silenzio. Cosi come sarà solo un ricordo andare a fare un saluto ben augurale in scuderia le mattine prima della giostra, o la corsa per assieparsi dietro le transenne o per prendere il proprio posto in tribuna. Il suono dei tamburi e delle trombe sarà ancora più forte in una via dalle presenze contingentate. E chissà se oltre alla sfilata e alla benedizione dei componidori il numero dei contagi permetterà qualche emozionante discesa alla stella.

Tutte ipotesi abbozzate attorno alla principale certezza, tra poco più di quaranta giorni sarà Sartiglia e per il secondo anno consecutivo sarà nuovamente una giostra a metà.

Eleonora Caddeo

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