Oristano, niente più diabetologa per 130 bambini

La dottoressa è andata in pensione e il San Martino non ha più uno specialista all’interno del reparto di Pediatria

ORISTANO. L’unica pediatra diabetologa del San Martino è andata in pensione e non è stata sostituita, così i genitori dei bambini diabetici diffidano la Asl. È un passo difficile, compiuto attraverso l’avvocato Marcello Marceddu, ma, dopo i solleciti per un incontro mai ottenuto, salire di un gradino ponendo i presupposti di una imminente azione legale sembra essere l’ultima spiaggia. Con una lettera inviata dall’avvocato venerdì scorso, i genitori, fortemente allarmati, hanno deciso di «intimare» un incontro al direttore generale, Angelo Maria Serusi, affinché li convochi per chiarire o, come meglio scrive il legale, per «un’interlocuzione e una risposta, con la quale si spieghi le ragioni dell’attuale situazione e si indichino le prospettive concrete di soluzione provvisoria e definitiva».

Va ovviamente precisato che Angelo Maria Serusi ha semplicemente ereditato questa situazione, avendo assunto l’incarico solo poche settimane fa. Intanto però 130 bambini diabetici, una quarantina dei quali con microinfusore, seguiti fino al 31 dicembre al reparto di Pediatria del San Martino, da più di tre settimane, sono rimasti senza uno specialista di riferimento. «I miei assistiti, con ampio anticipo sul pensionamento del medico avevano espresso preoccupazione e timore, oggi risultati tristemente fondati, per il rischio che potesse venire a mancare la continuità assistenziale nell’ambito della propria provincia e così la possibilità per i propri figli di ricevere necessari controlli e la corretta gestione della terapia», si legge nella lettera che è stata inviata per conoscenza anche al primario della Pediatria del San Martino, all’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu e al sindaco Lutzu.

«I pazienti trattati con sistema microinfusore sono oggi impossibilitati a fare riferimento al presidio ospedaliero oristanese di appartenenza», scrive l’avvocato che rivela come a dicembre, le famiglie «avevano già allora ricevuto l’invito ufficioso di mettersi in contatto per tempo con altre diabetologie della Sardegna».

Insomma, l’Asl già immaginava che sarebbe stato difficile rimpiazzare subito la dottoressa andata in pensione. Marcello Grussu, presidente della sezione oristanese dell’Aniad, Associazione nazionale degli atleti diabetici che segue da vicino la vicenda, spiega che i piccoli pazienti saranno costretti a rivolgersi ai centri di Ozieri, Iglesias o Cagliari «con aggravio di costi e dispendio di tempo a carico delle famiglie». Sulla vicenda interviene anche e il presidente della Federazione Rete sarda diabete, Riccardo Trentin: «Il taglio del servizio mina il rapporto di fiducia sul quale dovrebbe reggersi il percorso di cura che accompagna i piccoli pazienti e le loro famiglie fin dall’esordio della malattia».

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