Urbanistica al Consiglio di Stato
Il futuro dei due palazzoni contesi di via Lepanto e via De Gasperi nelle mani del giudici romani
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ORISTANO. Arriva una nuova accelerazione, sul fronte delle due complicate partite urbanistiche di via Lepanto e via De Gasperi con cui fa i conti, ormai da anni, il Comune di Oristano. Le novità, riguardano i procedimenti in corso davanti al Consiglio di Stato, ma non si muove di un millimetro, per ora, lo stallo politico che rappresenta il vero nodo di entrambe le questioni. Su una cosa, infatti, i giudici del Tar di Cagliari sono stati chiari: spetta al Consiglio comunale, e non agli uffici, approvare o rigettare i due progetti, dato che derogano alle altezze massime previste dal Piano urbanistico.
Le cose potranno cambiare solo se, in sede di appello, i magistrati del Consiglio di Stato ribalteranno le decisioni del Tar. Per quel che riguarda il progetto di housing sociale di via Lepanto, 6 milioni di euro di investimento e 45 appartamenti a canone calmierato in programma, ieri si è tenuta a Roma la prima udienza sul ricorso del fondo immobiliare Torre contro la sentenza del Tar che ha ordinato l'interruzione dei lavoro. I legali di Torre, Alessandro Botto e Filippo Pacciani, hanno comunicato la rinuncia alla richiesta di sospensiva formulata nel ricorso. In sostanza, era stato chiesto ai magistrati amministrativi di sospendere lo stop al cantiere imposto dal Tar, in attesa della sentenza. Generalmente, la rinuncia alla richiesta di sospensiva ha lo scopo accelerare i tempi necessari all'arrivo della sentenza, che altrimenti possono prolungarsi per anni. La corte non ha fissato una data per l'udienza, ma sarà la stessa Torre a presentare un'istanza per una data non troppo lontana nel tempo. Il procedimento vede il fondo immobiliare contrapposto al comitato “Via Lepanto”, rappresentato dall'avvocato Luca Casula, che firmò il ricorso accolto dai giudici del Tar. Al di là degli aspetti giuridici, resta il confronto di natura più politica: per il comitato, l'intervento che prevede la realizzazione di due palazzine aggraverebbe troppo il peso antropico in un'area già sovraccarica; per il fondo immobiliare, l'interesse pubblico alla realizzazione di un progetto di housing sociale finanziato dalla Regione va considerato prevalente. La decisione finale spetta al Consiglio comunale, ma la maggioranza di centro destra non riesce a trovare la sintesi sulla questione e così il piano attuativo presentato tempo fa non viene iscritto all'ordine del giorno dell'assemblea civica. Accelerazione in vista anche per il caso giudiziario delle palazzine di via De Gasperi: anche in questo caso, il Tar aveva accolto il ricorso di due residenti, rappresentati sempre da Luca Casula, che contestavano il superamento delle altezze massime previste dal Puc per la zona. Il ricorso al Consiglio di Stato delle ditte EVM e RUA è stato presentato nel 2020 e pochi giorni fa il legale Piero Franceschi ha presentato istanza di prelievo, ossia ha richiesto di anticipare la data dell'udienza di discussione. (dav.pi.)
Le cose potranno cambiare solo se, in sede di appello, i magistrati del Consiglio di Stato ribalteranno le decisioni del Tar. Per quel che riguarda il progetto di housing sociale di via Lepanto, 6 milioni di euro di investimento e 45 appartamenti a canone calmierato in programma, ieri si è tenuta a Roma la prima udienza sul ricorso del fondo immobiliare Torre contro la sentenza del Tar che ha ordinato l'interruzione dei lavoro. I legali di Torre, Alessandro Botto e Filippo Pacciani, hanno comunicato la rinuncia alla richiesta di sospensiva formulata nel ricorso. In sostanza, era stato chiesto ai magistrati amministrativi di sospendere lo stop al cantiere imposto dal Tar, in attesa della sentenza. Generalmente, la rinuncia alla richiesta di sospensiva ha lo scopo accelerare i tempi necessari all'arrivo della sentenza, che altrimenti possono prolungarsi per anni. La corte non ha fissato una data per l'udienza, ma sarà la stessa Torre a presentare un'istanza per una data non troppo lontana nel tempo. Il procedimento vede il fondo immobiliare contrapposto al comitato “Via Lepanto”, rappresentato dall'avvocato Luca Casula, che firmò il ricorso accolto dai giudici del Tar. Al di là degli aspetti giuridici, resta il confronto di natura più politica: per il comitato, l'intervento che prevede la realizzazione di due palazzine aggraverebbe troppo il peso antropico in un'area già sovraccarica; per il fondo immobiliare, l'interesse pubblico alla realizzazione di un progetto di housing sociale finanziato dalla Regione va considerato prevalente. La decisione finale spetta al Consiglio comunale, ma la maggioranza di centro destra non riesce a trovare la sintesi sulla questione e così il piano attuativo presentato tempo fa non viene iscritto all'ordine del giorno dell'assemblea civica. Accelerazione in vista anche per il caso giudiziario delle palazzine di via De Gasperi: anche in questo caso, il Tar aveva accolto il ricorso di due residenti, rappresentati sempre da Luca Casula, che contestavano il superamento delle altezze massime previste dal Puc per la zona. Il ricorso al Consiglio di Stato delle ditte EVM e RUA è stato presentato nel 2020 e pochi giorni fa il legale Piero Franceschi ha presentato istanza di prelievo, ossia ha richiesto di anticipare la data dell'udienza di discussione. (dav.pi.)
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