La Nuova Sardegna

Oristano

«Irrigheremo i terreni incolti»

«Irrigheremo i terreni incolti»

Il presidente del Consorzio di Bonifica lancia un piano per incrementare le produzioni cerealicole

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ORISTANO. Recuperare i terreni incolti per produrre mais e altre colture destinate alla zootecnia. È la ricetta del Consorzio di Bonifica dell’Oristanese per far fronte alla penuria di materie prime per i mangimi. È una proposta in chiave autarchica, quella che l’amministrazione consortile ha lanciato a seguito della riduzione delle importazioni legata al conflitto russo-ucraino e al conseguente aumento dei prezzi dei cereali. «Abbiamo invitato tutte le aziende consorziate ed i proprietari e affittuari di terreni prossimi ai distretti irrigui consortili, a valutare un incremento delle superfici coltivate», spiega il presidente, Carlo Corrias. Il Consorzio ha competenze su un territorio di 85 mila ettari. Di questi, 36 mila sono attrezzati per l’irrigazione. Attualmente però le colture irrigue si fermano a 21 mila ettari. Ne restano 16 mila, che pur attrezzati per avere l’acqua necessaria alle produzioni, non vengono coltivati. Questi ed altri confinanti con le aree infrastrutturate con la rete irrigua, sono i terreni che il Consorzio propone di recuperare per coltivare a mais ed altre colture per l’alimentazione animale. Corrias spiega che il Consorzio, per i terreni confinanti ma non serviti dalla rete irrigua, sarebbe pronto a realizzare allacci temporanei in modo che gli agricoltori che aderiranno al programma, abbiano acqua a sufficienza. Ovviamente, per far questo, sarà necessaria una maggior dotazione di acqua da distribuire sui campi. «Attualmente – dice ancora Corrias – abbiamo a disposizione 150 milioni di metri cubi d’acqua, ma siamo pronti a chiedere all’Autorità di bacino una maggior fornitura, portando la nostra disponibilità tra 180 e 200 milioni di metri cubi». La nota – inviata a tutti gli utenti consortili, a Coldiretti e Confagricoltura e per conoscenza, all’assessora regionale dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, al dirigente del servizio territorio rurale, Gianni Ibba, al Comitato istituzionale dell'Autorità di Bacino, alla direzione generale del Distretto idrografico della Sardegna e all'Anbi – precisa che il Consorzio «si rende disponibile a garantire fin dall’inizio della campagna irrigua un servizio, se necessario, su 7 giorni la settimana e 24 ore su 24, per assicurare il soddisfacimento irriguo di tutte le colture impiantate; ma anche a valutare in tempi rapidissimi, tramite una task force appositamente costituita, eventuali richieste di allacci provvisori e irrigazione fuori distretto». Negli ultimi decenni, sia per la cancellazione dei premi di produzione da parte dell’Unione europea, sia per il crollo dei prezzi di mercato, legato alla forte concorrenza estera, la cerealicoltura in Sardegna è stata abbandonata, di conseguenza quei terreni sono stati messi “a riposo”. «Le difficoltà di importazione hanno fatto lievitare i prezzi dei cereali – conclude Carlo Corrias –. Aumento che credo possa convincere gli agricoltori a riconsiderare la cerealicoltura, a questo punto nuovamente remunerativa».

Michela Cuccu

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