Una marcia da ovest a est sul 40esimo parallelo
Dal Montiferru al Supramonte per arrivare sino a Baunei, promossa da attivisti e sindacalisti
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ORISTANO. Una marcia sul filo del 40° parallelo, da S'Archittu a Sa Pedra Longa di Baunei, due monumenti naturali sul mare che incorniciano un percorso che si snoda nelle montagne della Sardegna centrale: il Montiferru che rimargina le ferite degli incendi, il Barigadu, il Gennargentu e il Supramonte. «Il parallelo è poco più che una linea immaginaria, ma è proprio su questa linea che troviamo la cintura planetaria delle grandi civiltà, le tappe attraverso cui l'umanità ha creato storicamente l'Occidente e forse il suo fragile mito: l'Olimpo, il Kurdistan dove nascono i fiumi della grande Mesopotamia, Samarcanda, Pechino, la baia di Cape Cod dove approdò la Mayflower in fuga dalla guerra di religione inglese» spiega Gian Luigi Deiana, ardaulese, professore di filosofia in pensione e attivista politico. L'anno scorso percorse lo stesso cammino da solo, per invocare la liberazione di Abdullah Ochalan, leader politico dei curdi considerato dalla Turchia un terrorista e recluso da anni in un'isola-carcere. Quest'anno ha la compagnia di Nicola Giua, segretario dei Cobas Scuola Sardegna, e quella dei tanti incontri che avvengono lungo il percorso. E chiaramente, il tema non può che essere quello della pace: «Questa cintura della civiltà potrebbe diventare la cintura della pace. Non dimentichiamo che, da Gandhi a Nelson Mandela passando per Martin Luther King, le grandi marce sono state determinanti nei momenti storici più bui di questo secolo. Il nostro è un gioco, ma è un gioco serio». La prima metà del tragitto, da S'Archittu a Sorgono, si completerà oggi, nonostante la pioggia. Venerdì 25 si andrà alla volta del Bruncu Spina, per giungere sabato a Baunei, evitando le strade asfaltate: «Chissà che un giorno non possa diventare un percorso abituale e una ricorrenza stabile, che riprende il Newroz, il capodanno curdo e la più antica festa dell'umanità». (dav.pi.)
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