La Nuova Sardegna

Oristano

Ambiente

Barriere nei fondali dell’Area Marina del Sinis per fermare la pesca a strascico

di Michela Cuccu

	Imbarcazione con le reti da pesca a strascico nei mari della Sardegna (archivio)
Imbarcazione con le reti da pesca a strascico nei mari della Sardegna (archivio)

Il progetto Saturn della Fondazione Medsea per fermare una pratica disastrosa

28 ottobre 2022
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Cabras Niente più pesca a strascico nell’Area Marina Protetta del Sinis - Isola di Mal di Ventre. Questa volta è ben più di un annuncio: la Capitaneria di Porto ha emesso infatti l’ordinanza di interdizione alla balneazione, attività subacquee, ancoraggio, navigazione e pesca a qualsiasi tipo di nave, comprese le unità da diporto, entro un raggio di 300 metri nelle acque comprese tra Capo San Marco e lo scoglio del Catalano. Il provvedimento è stato adottato per consentire a un’impresa specializzata di posizionare le barriere contro lo strascico previste dal progetto Saturn (Strutture Antistrascico per la Tutela e il Ripristino Naturale nell’Area Marina Protetta).

Il progetto, realizzato dalla Fondazione Medsea e dal Flag Pescando, in collaborazione con l’AMP e il Comune di Cabras, è finanziato dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca. Lo scopo è quello di salvaguardare l’ambiente e venire incontro alle esigenze dei pescatori della piccola pesca costiera che lavorano all’interno dell’Area marina, che da tempo chiedono di proteggere importanti habitat naturali, come le praterie di posidonia oceanica, proprio dalla pesca a strascico esercitata illegalmente.

Le barriere artificiali avranno la funzione di ostacolare meccanicamente e prevenire il traino illegale delle reti a strascico, evitando così la distruzione di intere superfici sottomarine caratterizzate da habitat molto importanti e favorendo la riproduzione della fauna marina e l’incremento della biomassa degli stock ittici pescabili in mare aperto. Il progetto, avviato nel 2018, potrebbe essere esteso anche nelle altre zone del territorio Maristanis che comprende tredici Comuni. Tempo addietro il Flag aveva svolto un’indagine tra i capibarca di tutto il territorio di sua competenza proprio per dare una dimensione al fenomeno della pesca a strascico illegale lungo la costa centro-occidentale della Sardegna. I risultati hanno confermato l’alta diffusione di quella pratica, con una particolare incidenza anche all’interno dell’Area marina protetta.

Per questo motivo, Flag e Medsea, con il supporto del Comune di Cabras, che è l’ente gestore dell’AMP, avevano partecipato ai bandi europei con il progetto Saturn. Dopo la sua approvazione, i pescatori erano stati invitati a diversi incontri di presentazione dell’ipotesi operativa, sulla base delle indicazioni da loro fornite durante la fase di indagine. Ora si passa alla fase concreta del progetto, posizionando in mare barriere che impediranno il passaggio delle reti a strascico.

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