La Nuova Sardegna

Oristano

Tribunale

Voleva far modificare un verbale, ex sindaco di Masullas condannato a tre anni

di Enrico Carta
Voleva far modificare un verbale, ex sindaco di Masullas condannato a tre anni

Tentata concussione sui carabinieri per Mansueto Siuni

25 novembre 2022
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Masullas Sicuramente ci sperava. Probabilmente si era anche convinto di poterci arrivare, invece è andato via dal tribunale alquanto amareggiato dopo aver colloquiato a lungo con i suoi avvocati al termine dell’udienza. L’ex sindaco Mansueto Siuni è stato infatti condannato a tre anni per il reato di tentata concussione. La commise, secondo le giudici del tribunale collegiale di Oristano Carla Altieri, Serena Corrias ed Elisa Marras, nel 2017 quando ancora ricopriva la carica di primo cittadino. Anzi, proprio quel ruolo gli avrebbe fatto sentire di poter andare in caserma dai carabinieri a chiedere qualcosa che non si poteva chiedere: modificare l’esito dell’alcol test del proprio figlio che era risultato positivo al controllo.

Secondo la ricostruzione fatta dal pubblico ministero Sara Ghiani, l’allora sindaco si sarebbe presentato dalla comandante della Compagnia di Mogoro, Nadia Gioviale la quale ricostruì poi quell’incontro durante la sua deposizione in aula: «Venne in caserma a chiedermi di fare qualcosa per modificare l’esito dell’alcol test del figlio. Mi disse che se non lo avessi fatto i rapporti fra istituzioni non sarebbero stati più gli stessi, che ne avrebbe interessato il prefetto e che non sarebbe convenuto per l’Arma, dopo i fatti del 2012».

Che l’incontro tra i due ci fu è fatto assodato. Sull’andamento di quel faccia a faccia invece la versione di Mansueto Siuni e degli avvocati difensori Patrizio Rovelli e Raffaele Miscali è differente rispetto a quella fatta dall’accusa. Il sindaco, da padre e non da autorità politica, avrebbe provato a chiedere chiarimenti. I toni non sarebbero stati certo amichevoli, ma l’ex sindaco sostiene di non aver mai pronunciato quella frase né di aver chiesto la modifica di un atto ufficiale quale è il rapporto di un militare durante il suo servizio. Si sarebbe invece lamentato pesantemente del comportamento ritenuto non corretto da parte dei carabinieri nei confronti del figlio. Alcuni aspetti più tecnici sono poi stati toccati dalla difesa: la concussione si verifica se chi esercita la minaccia per ottenere un vantaggio da un pubblico ufficiale, ha su di esso un reale potere e il sindaco, sui carabinieri non ne ha alcuno, per cui al massimo ci si sarebbe trovati di fronte a una minaccia, reato molto meno grave rispetto alla tentata concussione.

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