La Nuova Sardegna

Oristano

Il comunicato

Housing sociale a Oristano, il comitato di via Lepanto: «Ridimensionato il diritto dei cittadini a far valere le proprie istanze»


	Il cantiere di via Lepanto fermo da più di un anno
Il cantiere di via Lepanto fermo da più di un anno

I residenti contestano la decisione del Consiglio di Stato che ha ribaltato la sentenza del Tar sulla questione urbanistica che li vedeva contrapposti alla società Torre Sgr

30 gennaio 2024
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Oristano All’indomani della sentenza del Consiglio di Stato, il comitato di via Lepanto, che riunisce diversi cittadini che si oppongono all’operazione immobiliare della società Torre Sgr, hanno affidato a un comunicato tutto il loro disappunto dopo aver visto completamente ribaltata la sentenza emessa in primo grado dai giudici del Tar che aveva dato loro ragione. Il Consiglio di Stato ha invece stabilito che il titolo edilizio rilasciato alla società costruttrice è valido, per cui, almeno in teoria, i lavori per la costruzione delle palazzine destinate all’housing sociale potrebbe ripartire. In realtà la strada non è così semplice per via dell’aumento dei prezzi rispetto al momento in cui era stata rilasciata la concessione. Questo è però un discorso separato e per ora il comitato di via Lepanto si limita a esprimere la propria contrarietà verso la sentenza.

Proprio oggi, martedì 30 gennaio, il comitato ha diramato un comunicato che pubblichiamo integralmente: «Abbiamo appreso con disappunto che la Sentenza del Consiglio di Stato in data 29.01.2024, in riforma di quella del Tar di Cagliari a noi favorevole, ha accolto l’impugnazione della Società Torre S.r.l. dichiarando il ricorso del Comitato di via Lepanto irricevibile. Siamo profondamente delusi, ciò che stupisce maggiormente è il fatto che i giudici di secondo grado non sono minimamente entrati nel merito delle ragioni a suo tempo addotte e riconosciute dal Tar e cioè l’illegittimità a costruire, con concessione edilizia diretta, edifici ben più alti dei 13 metri previsti dal Piano urbanistico comunale per le zone B. La sentenza, al di là di un errore formale che il precedente pronunciamento aveva ritenuto superato, infatti, richiamandosi a un recente giudizio dell’Adunanza Plenaria e interpretando in maniera oltre modo restrittiva il concetto di vicinitas ha stabilito che il Comitato di via Lepanto non aveva la legittimazione e l’interesse a agire presentando un ricorso al TAR».

Così prosegue il documento: «Il Comitato in realtà è formato dai residenti della zona e proprio in quanto costituito per tutelare gli interessi più generali dei suoi componenti nonché degli abitanti del quartiere, aveva deciso di ricorrere al TAR con l’obiettivo di salvaguardare il diritto del paesaggio urbano, del decoro e della qualità di vita degli abitanti. È evidente che tali interessi prescindono dalla contiguità materiale tra le proprietà e, in base a un più alto livello dei diritti fondamentali della persona umana e in particolare del cittadino, richiedono una differente valutazione del criterio della vicinitas e per esso dell’interesse a ricorrere. Essa non può dipendere da misurazioni di distanze fisiche e va semmai rapportata a valori immateriali quanto imprescindibili, che ormai da tutti sono considerati fondamentali».

La comunicazione affidata alla stampa va quindi avanti con altre considerazioni: «Un pronunciamento simile è da noi ritenuto gravissimo in quanto viene fortemente ridimensionato il diritto dei cittadini a far valere le proprie istanze. In questi anni abbiamo dimostrato con le nostre azioni, quanto l’originario progetto presentato dalla società Torre Sgr che prevedeva edifici di altezza di 20 metri, quindi molto più dei 13 metri previsti dalle norme del Piano Urbanistico Comunale, fossero inappropriati e impattanti per la vivibilità del quartiere. Nel merito Il TAR ci ha dato ragione, così come lo stesso consiglio comunale, riunito nella seduta dell’11 aprile 2023 per valutare il piano attuativo presentato dalla società la Torre previsto in caso di superamento dei 13 metri, ha recepito le nostre istanze, con forte senso di responsabilità e attenzione per il futuro della città, respingendo la proposta».

Il Comitato di via Lepanto chiuda con una domanda: «Ci chiediamo quindi ora se sia giusto che vengano realizzati edifici che lo stesso consiglio comunale non reputa idonei per l’area. Soprattutto riteniamo, in particolare in momenti storici come questo in cui prevale il senso di disaffezione verso le istituzioni, molto preoccupante delegittimare l’attività dei comitati cittadini, che, essendo in fin dei conti un insieme di persone accomunate dall’intento di perseguire un determinato scopo, devono essere viste come una opportunità e un sintomo di sicura vitalità civica, di solido impegno della società civile, di senso della comunità. Con questo obiettivo anche il nostro comitato ha sempre operato nell’interesse del quartiere, dialogando di continuo con la pubblica amministrazione, con spirito costruttivo per affrontare le diverse criticità che periodicamente ci si trova ad affrontare. Anche la scorsa settimana il Comitato di via Lepanto ha avuto un incontro con il sindaco Massimiliano Sanna, per discutere alcuni temi che erano emersi nei recenti incontri tra i residenti. Con la stessa ferma volontà di far valere i diritti della collettività, con cui abbiamo operato fino ad ora, il comitato di Via Lepanto valuterà come proseguire per tutelare gli interessi del quartiere presso le autorità competenti».

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