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Ambiente

La bonifica di Pauli Mattauri sarà un salasso per il Comune di Oristano

di Enrico Carta

	L'ex discarica comunale di Pauli Mattauri a Silì
L'ex discarica comunale di Pauli Mattauri a Silì

Avviate le procedure per risanare l’area della vecchia discarica tra Silì e Fenosu. Secondo le prime stime il costo potrebbe raggiungere 2 milioni di euro, soldi che l’amministrazione deve trovare in fretta

09 giugno 2024
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Oristano È iniziato tutto con una spesa di 97mila euro, ma il conto sarà molto più salato e il Comune lo dovrà pagare in tempi brevi. Ancora non c’è una cifra precisa né una data di scadenza della cambiale che pioverà sulla testa dell’amministrazione comunale e dei suoi cittadini, ma, facendo stime a spanne e sperando che non ci sia stata una contaminazione del terreno, la somma non sarà inferiore a un milione e mezzo di euro. È anzi assai possibile che la cifra vada rivista di parecchio al rialzo, arrivando a due milioni. Da dove il Comune tirerà fuori le risorse per pagare la bonifica della vecchia discarica di Pauli Mattauri, che si trovava nelle campagne tra Silì e Fenosu, è tutto da vedere. Dopo il pronunciamento della sezione civile del tribunale in merito alla causa intentata da un privato che aveva ceduto il terreno al Comune che voleva farne deposito di materiali inerti, le uniche certezze sono che l’ente è costretto a fare la bonifica che rinviava da quattordici anni e che i soldi vanno recuperati per forza e in fretta.

Bisognerà aumentare i tributi o rinunciare a qualche servizio o ancora contrarre un mutuo che in qualche modo dovrà essere estinto andando comunque a gravare sulle spalle dei cittadini? È una decisione non semplice che non riguarda solo il futuro, ma che è di stretta attualità vista la velocità con cui sta correndo la procedura. Nei mesi scorsi, un altro tribunale, il Tar, aveva assegnato al responsabile dell’Ufficio amministrativo della Provincia, Raffaele Melette, il ruolo di commissario ad acta per portare avanti la pratica che, nei giorni scorsi, ha subito una prima accelerata che consente di stabilire approssimativamente un termine entro il quale si inizierà a operare. È stato infatti firmato il contratto con la ditta che dovrà effettuare le analisi del suolo e della falda per valutare eventuali contaminazioni che potrebbero essere state causate dalla presenza nell’area di rifiuti pericolosi.

Il primo passo sarà la caratterizzazione del suolo che prevede una mappatura generale della superficie, la quantità di rifiuti ancora presenti e la valutazione della loro pericolosità, eventualità che richiederebbe una procedura di rimozione particolare. Bisognerà quindi andare avanti con il monitoraggio della terra e della falda, azione che precederà il piano di chiusura, ultimo momento prima dell’avvio della bonifica vera e propria che sarà comunque condizionata proprio dalle valutazioni sulla presenza di rifiuti pericolosi sul terreno e di un potenziale inquinamento della falda. Poi spetterà alla Provincia e all’Arpas stabilire le condizioni che porteranno sino a sigillare la zona e ad avviare il ripristino ambientale che dovrebbe partire entro settembre. Le uniche due opzioni possibili sono quelle di destinare la superficie a zona alberata oppure quella di creare un impianto fotovoltaico, perché la legge, su queste tipologie di terreni, vieta qualsiasi utilizzo di tipo agricolo e zootecnico.

Chi si intende di costi su questa procedura si tiene cauto e ipotizza che ci potrà essere una spesa di circa un milione e mezzo con il possibile ritocco verso l’alto sino a due milioni. Se tutto dovesse filare liscio, ovviamente, perché, se così non fosse e si scoprissero fenomeni di inquinamento, allora la procedura sarebbe molto più complessa e costosa. Sarebbe per il Comune un salasso ancora maggiore, considerando che la decisione del tribunale è netta e che l’amministrazione non può più sottrarsi al pagamento. Insomma, quei soldi, che siano o no in cassa, sono da reperire nel giro di poche settimane. Un primo incontro chiarificatore tra il sindaco, gli assessori al Bilancio e all’Ambiente avverrà a breve. Sarà il momento in cui, forse per la prima volta, la giunta prenderà finalmente coscienza della gravità della situazione di cui è già stata messa al corrente la segretaria comunale, Giovanna Solinas.

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