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Oristano

Il blitz

In casa a Milis 24 buste di marijuana, arrestato un 37enne

di Enrico Carta
In casa a Milis 24 buste di marijuana, arrestato un 37enne

Processato per direttissima dopo l’operazione dei carabinieri ha patteggiato 10 mesi e 20 giorni. I 14 chili di cannabis erano in un sottoscala

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Milis Nel sottoscala che porta alla mansarda della casa in cui abita c’erano 24 buste sigillate a caldo e dentro le buste c’erano quattordici chili di marijuana. Non tutta aveva principio attivo alto, anzi una parte non ne aveva proprio, ma questo non è bastato a evitare l’arresto in flagranza e il successivo processo per direttissima al 37enne Alessandro Mastinu, che ha patteggiato la pena di dieci mesi e venti giorni per detenzione illegale di sostanza stupefacente. Il blitz dei carabinieri della stazione di Narbolia, coordinati dal comandante, il luogotenente Francesco Lo Iacono, è scattato nella serata di ieri, venerdì 11 ottobre, a Milis, paese in cui il 37enne stava facendo rientro dopo aver lavorato nella sua rivendita di ortaggi e frutta che gestisce a Ploaghe.

Come il comandante ha spiegato durante l’udienza che si è svolta stamattina, sabato 12 ottobre, i militari hanno ricevuto l’imbeccata giusta da una fonte confidenziale e sono andati a colpo sicuro. Poiché il sospettato non era in casa, l’hanno convocato in caserma e quindi hanno effettuato la perquisizione. È stato lo stesso Alessandro Mastinu a indicare ai carabinieri dove potevano trovare la cannabis, che era stata riposta nel sottoscala che conduce alla mansarda. A quel punto è scattato il sequestro della droga che è stata quindi sottoposta a campionamento per valutarne il principio attivo. In alcune infiorescenze era alto, in altre pari a zero, ma questo non gli ha evitato il processo. Dopo la convalida del fermo deciso dalla giudice Silvia Palmas, c’è stato l’accordo tra il pubblico ministero Armando Mammone e l’avvocato difensore Simone Prevete per il patteggiamento e sull’entità della pena, stabilita in dieci mesi e venti giorni. Terminata l’udienza l’imputato è tornato in libertà, dal momento che ha goduto della sospensione della pena. Il fatto curioso è che, durante dichiarazioni spontanee, ha detto di aver ricevuto la marijuana da un amico al quale era crollato il capannone e non aveva più un luogo in cui custodirla. Alla domanda del pubblico ministero se potesse rivelare il nome dell’amico, ha risposto di non conoscere l’identità della persona.

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