Oristano, nasce la scuola contro la solitudine
L’appello alle associazioni, organizzazioni politiche, sindacali e di volontariato arriva dai fondatori della Scuola del popolo
Oristano In un mondo dove si è sempre più soli, fra single, genitori separati, anziani e malati bisognosi di cure, abbandonati dentro le loro abitazioni senza una rete parentale di sostegno, che vivono inoltre con pensioni da fame, la domanda è stata: «A chi deve interessare dei loro bisogni? Non è più rinviabile una politica di contrasto alla solitudine – incalza l’esponente della Cgil oristanese Ivo Vacca – chiunque, ovunque, può sentirsi solo e socialmente isolato. A tutte le età, in tutte le città e regioni, l’isolamento sociale ha gravi ripercussioni sulla salute fisica e mentale. Oltre che sul benessere delle nostre comunità».
Uno dei fondatori, nel 2019, della scuola del popolo, che nei due anni della pandemia ha messo in campo quasi mille lezioni sul web, per contrastare la solitudine, ora Vacca e gli altri colleghi della scuola «siamo in tutto trenta docenti» hanno dato gambe ad una nuova associazione appena costituita che farà partire altri venti corsi gratuiti per «strappare dall’isolamento» chiunque voglia voltare le spalle alla solitudine per entrare a far parte di una rete sociale dove tutti fanno qualcosa per gli altri: «Non ci sono limiti di età – spiega Vacca – si daranno lezioni fra le altre di sociologia, architettura, arte, spagnolo, tedesco, inglese». «In questi cinque anni, da quando abbiamo fondato la scuola del popolo a Oristano che ad oggi ne vede dodici in tutta Italia, abbiamo capito che questo è un problema enorme che va affrontato quanto prima soprattutto dalla politica».
Vacca è convinto, ma è un dato di fatto, che «la solitudine costituisca un costo sociale che va sempre aumentando». «Ci si ammala di più e più facilmente. Inoltre la solitudine – aggiunge – favorisce lo svuotamento del dibattito». Se è vero che il governo britannico ha un suo Ministero della solitudine, incaricato di risolvere i problemi sociali legati, appunto, alla solitudine «anche l’Italia non dovrebbe essere da meno».
Per quanto riguarda la Sardegna, il manifesto “Insieme è meglio”, è stato appena consegnato da Vacca nelle mani della presidente della Regione Alessandra Todde: «Per prima l’Organizzazione mondiale della sanità che l’isolamento ha un impatto negativo sulla società, la cui sicurezza, prosperità e governance dipendono in larga misura dalla qualità delle connessioni sociali nei quartieri, luoghi di lavoro e scuole».
Secondo il Manifesto «la mancanza o scarsa qualità di relazioni mette in gioco la stessa tenuta della società e della democrazia, favorendo il populismo che può determinare l’ascesa di nuove forme di autoritarismo». Ecco perché la scuola del popolo è al lavoro per «denunciare la pericolosità della solitudine» e stimolare così l’avvio di politiche che «creino le condizioni per favorire l’interazione delle persone partendo dal singolo territorio». L’appello alle associazioni, organizzazioni politiche, sindacali e di volontariato: «Creare una rete di forze con l’obiettivo di contrastare solitudine e indifferenza».
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