La Nuova Sardegna

Oristano

L’indagine

Turismo e lavoro nero: 30 strutture ricettive fuori legge

di Paolo Camedda
La spiaggia di Is Aruttas
La spiaggia di Is Aruttas

Individuate grazie al protocollo d’intesa tra il Comune e la guardia di finanza

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Cabras Al momento sarebbero trenta le strutture ricettive che hanno esercitato in nero la loro attività nel territorio di Cabras e che per questo sono finite sotto la lente della guardia di finanza, ma il numero potrebbe salire ulteriormente se gli accertamenti ancora in corso portassero a nuove evidenze in tal senso. Il protocollo d’intesa siglato un anno tra il sindaco Andrea Abis e il colonnello Giancarlo Sulsenti, voluto per prevenire il sommerso e scovare chi esercita un’attività ricettiva in modo non regolare, sta producendo i primi risultati. «Ci sono trenta controlli in approfondimento – conferma il primo cittadino –, poi sono in corso nuovi controlli in via di definizione. L’attività della guardia di finanza è costante e associata al 48 percento di strutture ricettive che nell’ultimo anno si sono regolarizzate, ci dice che l’emersione del nero nel settore turistico e dell’accoglienza è un aspetto molto importante».

Come si arriva a trovare gli operatori che non si attengono alle disposizioni? Grazie all’incrocio di varie tipologie di dati che il Comune mette a disposizione della guardia di finanza: «Si vedono i dati disponibili e si osserva, anche in funzione del versamento della tassa di soggiorno – spiega Andrea Abis –. Chi non versa si pone in una condizione di verifica. Quindi se i dati sono disallineati, rispetto a un’attività che esiste e manca la dichiarazione che attesta la presenza delle persone, la tassa di soggiorno è un elemento molto importante che può rilevare l’esercizio di un’attività in nero. C’è inoltre anche tutta la partita dei rifiuti. Esistono, insomma, vari modi di incrociare le statistiche».

I numeri diffusi recentemente sul settore extra alberghiero, in particolare, rivelano una grossa crescita a Cabras di case vacanze, anche se resistono b&b e affittacamere. Non tutti però si attengono alle regole. «I numeri della ricettività sono in crescita, ma questa dev’essere sostenibile ed etica – sottolinea il sindaco –. Per poter essere sostenibile deve essere anche etica e i due aspetti sono interconnessi». Abis ricorda che le tasse pagate dagli operatori turistici, sono «risorse necessarie per consentire all’amministrazione di andare avanti. Lo dicono anche i Comuni delle grandi città, grazie alla tassa di soggiorno, ad esempio, si finanziano molte cose. La nostra amministrazione promuove uno sviluppo etico e sostenibile, rispetto al quale c’è chi è regolare, e chi fa invece sleale concorrenza. Invece tutti devono essere posti sullo stesso piano e tutti devono contribuire allo stesso modo. Non qualcuno sì e qualcuno no, sulle spalle di chi paga le tasse regolarmente. Questo è un modo etico di fare turismo, occorre che tutti seguano una regola».

Conclude dunque Abis: «Mi auguro che le persone facciano una riflessione. Se incappano in qualche verifica particolare, incorrono in situazioni fastidiose e problematiche. Io credo che convenga stare tranquilli, fare le cose come vanno fatte e guadagnarci in serenità e salute. Per chi non si mette in regola, infatti, le sanzioni sono abbastanza pesanti». Per questo il sindaco invita «tutti gli operatori a prestare molta attenzione a un sistema che dà grande importanza alla legalità e alla correttezza, perché questo è il tipo di società che vogliamo. Tutti devono dare il contributo dovuto e necessario per lo sviluppo di Cabras. L’amministrazione poi prosegue con tutte le sue energie nel portare avanti le proprie politiche di sviluppo».

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