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La proposta del consigliere comunale: «Rinunciamo a gettoni e indennità e diamoli alla Palestina»


	La bandiera palestinese e il drappo bianco sulla facciata del municipio
La bandiera palestinese e il drappo bianco sulla facciata del municipio

Antonello Manca: «Servono atti concreti oltre le bandiere». E il centrosinistra di Oristano propone la cittadinanza onoraria per Francesca Albanese

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Cabras La manifestazione di piazza a Oristano, unitasi a circa ottanta città italiane per chiedere di fermare il massacro si Gaza, ha fatto registrare numeri importanti, con quasi un migliaio di persone in corteo tra piazza Eleonora e le vie del centro storico, fra cui anche diversi amministratori locali e politici della provincia. La questione palestinese è evidentemente molto sentita nel territorio e lo conferma il fatto che approdi ora all’interno del consiglio comunale di Cabras, con una mozione firmata dal consigliere di minoranza Antonello Manca, e indirizzata al sindaco Andrea Abis e a tutti i consiglieri in cui si propone di rinunciare «alle indennità e ai gettoni di presenza per tre anni, destinando il risparmio ai bambini vittime della guerra israelo-palestinese. Il Comune di Cabras ha scelto di esporre sul municipio un drappo bianco e la bandiera della Palestina come gesto simbolico di solidarietà. Tale atto – sostiene Antonello Manca –, pur significativo, resta insufficiente se non accompagnato da iniziative concrete di sostegno alle popolazioni colpite».

Quindi prosegue con un’analisi della situazione: «La guerra israelo-palestinese in corso, esplosa con particolare intensità nell'ottobre 2023, ha generato una catastrofe umanitaria. Secondo Onu, Unicef e Oms migliaia di bambini palestinesi vivono oggi in condizione di denutrizione, mancanza di cure sanitarie, scarsità di acqua potabile, distruzione delle scuole e forti traumi psicologici». E sottolinea: «Il Comune di Cabras ha il dovere di dare un segnale forte di coerenza morale e politica, rinunciando ai benefici economici per destinarli a un fine umanitario. Questo rappresenterebbe un atto di responsabilità civile e istituzionale e un esempio positivo per tutta la cittadinanza».

È sulla base di questi presupposti che parte la richiesta: «I consiglieri comunali rinuncino per i prossimi tre anni ai propri gettoni di presenza. Il sindaco si impegni a rinunciare per i prossimi tre anni alle indennità derivanti dalle cariche di presidente dell’Area Marina del Sinis e di vicepresidente della Fondazione Mont’e Prama. Gli assessori e altri amministratori titolari di altre indennità vi rinuncino. Le somme così risparmiate siano interamente destinate al sostegno dei bambini palestinesi vittime della guerra, tramite enti umanitari e Ong internazionali riconosciute». L’ultimo sollecito è il seguente: «Per i tre anni di validità della mozione sia pubblicata sul sito istituzionale dell’ente una relazione annuale, che attesti l’ammontare delle somme devolute, i destinatari e i risultati conseguiti. Auspico che questo gesto parta da Cabras e possa coinvolgere altri Comuni della provincia di Oristano e della Sardegna».

Dal capoluogo, dopo la manifestazione di lunedì 22 settembre, arriva intanto un’altra iniziativa e stavolta si chiede un riconoscimento per l’impegno nella difesa dei diritti umani. La minoranza di centrosinistra in consiglio comunale ha presentato una proposta di cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, giurista esperta di diritto internazionale e attuale relatrice speciale dell’ONU sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati. È un’iniziativa che segue l’onda del corteo di lunedì a sostegno del popolo vittima di genocidio. Nell’interpellanza, i consiglieri dell’ala mancina ricordano che Francesca Albanese ha documentato le violazioni del diritto internazionale, formulando raccomandazioni alla comunità internazionale, tra cui l’embargo sulle armi e procedimenti giudiziari contro i responsabili di crimini. Per i firmatari della proposta – il primo nome è quello di Umberto Marcoli – che andrà all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, la sua attività costituisce «un esempio di alto valore istituzionale e civile, meritevole di sostegno e riconoscimento», motivo per cui Oristano dovrebbe attribuirle la cittadinanza onoraria come segno di vicinanza a chi si batte per la pace, la libertà e l’autodeterminazione dei popoli. (Paolo Camedda e Caterina Cossu)

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