Asl inaugura gli Ascot pediatrici, ambulatori a Oristano e nei distretti
A dicembre 2025 la “rivolta dei passeggini” contro la crisi sanitaria
Oristano Ci sono voluti quaranta giorni di attesa, ma il grido di dolore delle famiglie ha finalmente sfondato il muro del silenzio istituzionale. La Asl 5 ha infatti rotto gli indugi avviando ufficialmente le procedure per l’attivazione degli Ascot pediatrici nei tre distretti di Oristano, Ghilarza-Bosa e Ales-Terralba. Si tratta di un progetto sperimentale e provvisorio che prevede l’apertura di ambulatori straordinari, ricalcando il modello già attivo per gli adulti, per garantire l’assistenza medica di base ai 3.540 bambini rimasti privi di cure a seguito dei numerosi pensionamenti e della cronica difficoltà nel reclutare nuovi pediatri di libera scelta.
Questa decisione arriva come una risposta diretta alla drammatica mobilitazione dello scorso dicembre 2025, quando l’esercito dei passeggini vuoti marciò contro l’emergenza sanitaria che attanaglia 24 Comuni della provincia. In quell’occasione, madri, padri e intere famiglie si ritrovarono a Baratili San Pietro, “armati” di culle e slogan, per assediare pacificamente la conferenza dei sindaci. «Abbiamo chiesto che la Asl si doti di un tecnico capace di risolvere la situazione e che si richiamino in servizio i medici in pensione», raccontava Alessio Fanari, promotore del gruppo.
Una protesta nata dalla disperazione di territori emarginati, dove l’assenza di servizi alimenta lo spopolamento. I numeri della crisi restano impressionanti: il distretto di Ghilarza-Bosa è il più colpito (1.695 piccoli pazienti), Oristano (1.558) e Ales-Terralba (287). «Comprendiamo bene le preoccupazioni delle famiglie e siamo al loro fianco», afferma la direttrice generale della Asl, Grazia Cattina. «L’equità delle cure e il superamento delle disuguaglianze sono punti prioritari. Per questo abbiamo raccolto la disponibilità di medici in quiescenza per far partire gli Ascot in tempi brevi».
La Asl ha inoltre incassato la disponibilità della pediatra Gaia Serrau ad accogliere pazienti fuori ambito (previa richiesta mail) e ha potenziato l’ambulatorio di via Michele Pira. Tuttavia, il movimento non abbassa la guardia. Quaranta giorni fa, i genitori avevano richiamato i sindaci al loro ruolo di Autorità sanitaria locale: «Hanno poteri concreti: pretendere, sollecitare, bocciare piani insufficienti. Quando centinaia di minori restano senza medico, non è un disagio, è un rischio sanitario reale. Di fronte al rischio, il silenzio non è prudenza ma complicità».
Oggi quella pressione ha dato i suoi frutti, ma la richiesta di un accesso dedicato al Pronto soccorso pediatrico del San Martino resta un nervo scoperto. «Occorre un’alleanza tra l’Azienda sanitaria locale e le famiglie del territorio», conclude Grazia Cattina. Per ora, l’alleanza riparte da questi ambulatori straordinari, sperando che i passeggini tornino presto a riempirsi di certezze.
