La Sogear contro i politici, Faticoni: «Salvai Fenosu dal fallimento»
L’amministratore replica alle accuse di immobilismo sulla gestione dello scalo
Oristano Il cielo sopra l’aeroporto di Fenosu non è mai stato così carico di nubi elettriche. Lo scontro frontale tra la politica regionale e la società di gestione Sogeaor S.r.l. è uscito dai palazzi per trasformarsi in una battaglia pubblica a colpi di dossier. Da una parte i consiglieri regionali Alessandro Solinas (M5S) e Antonio Solinas (PD), che denunciano uno scalo «ostaggio dei privati» e invocano la revoca della concessione; dall’altra l’amministratore unico Riccardo Faticoni, che rompe il silenzio con una replica durissima che punta a smontare, punto su punto, le accuse di incapacità finanziaria e immobilismo.
La replica del socio di maggioranza si potrebbe riassumere con: «Fatti, non parole» se non fosse che la questione è molto più complessa. Il cuore dello scontro riguarda la solidità economica e l’inazione della gestione privata. Faticoni respinge con sdegno l'immagine di un’azienda senza mezzi: «È del tutto priva di fondamento l’affermazione secondo cui l’attuale gestione non disporrebbe delle risorse necessarie per la riapertura o perseguirebbe finalità speculative – attacca l’amministratore –. Certo, ho chiesto il sostegno delle istituzioni per mandare avanti il progetto, esattamente come fa la maggioranza delle aziende che operano per dare servi al territorio».
Spiega quindi che la verità va cercata nei numeri del passato, quando lo scalo era pubblico: «La società, allora partecipata in larga maggioranza da enti pubblici, è andata incontro al fallimento dopo investimenti per oltre 22 milioni e un disavanzo finanziario che ha condotto al concordato e alla revoca della concessione. Il nostro intervento di privatizzazione ha rappresentato l’unica concreta operazione di salvataggio, evitando la totale perdita di valore degli investimenti realizzati».
A chi accusa la società di aver prodotto solo fieno in quasi un decennio, l’amministratore risponde elencando il lavoro oscuro necessario a rimettere in piedi una struttura che era ufficialmente morta: «Grazie a un sapere altamente specializzato e a rilevanti investimenti economici sostenuti direttamente dalla società di gestione, è stato possibile non solo preservare l’infrastruttura, ma soprattutto riottenere la concessione ventennale, risultato di assoluto rilievo che pone oggi l’aeroporto a un passo dalla riapertura operativa». Un percorso, sottolinea l’amministratore, avvenuto in un contesto di «completo disinteresse generale» dove nessun altro soggetto si era reso disponibile ad assumersi l’onere e il rischio.
La sfida si sposta ora sul piano tecnico. La Sogeaor ha presentato formalmente le sue osservazioni allo schema preliminare del Piano regionale dei Trasporti. Il documento non è solo una difesa, ma un rilancio industriale. La società propone di inserire Fenosu come «nodo di rango regionale» per correggere l’attuale polarizzazione costiera dei trasporti sardi. Il progetto descritto nelle osservazioni è ambizioso: prevede l’allungamento della pista dagli attuali 1.199 metri a circa 1.800, per permettere l0operatività di aerei di maggiore capacità, voli subregionali e consolidare il ruolo di hub per la Protezione Civile e l’antincendio boschivo.
La società evidenzia come lo scalo disponga di circa 140 ettari di sedime, ideali per la logistica e per la creazione di una piattaforma intermodale aria-terra-mare in sinergia con il porto industriale. Sullo sfondo resta la partita della Flight Academy di ITA Airways. Faticoni avverte che le divisioni politiche sono il peggior biglietto da visita: «Dichiarazioni che invocano la revoca della concessione finiscono inevitabilmente per indebolire la credibilità della candidatura e della Sardegna nel suo complesso. Ci aspettiamo un confronto serio e costruttivo, non prese di posizione che rischiano di compromettere in modo irreversibile il futuro dello scalo».
E aggiunge: «Mi ha davvero sorpreso l’attacco da parte di esponenti regionali eletti in questo territorio, soprattutto in un momento così delicato e con l’aeroporto di Alghero che ha ufficializzato la propria candidatura. Remare contro rischia di far perdere all’Oristanese un ’occasione irripetibile». Un passaggio, l’amministratore unico di Sogeaor lo riserva all’ipotesi di un rientro in grande stile della parte pubblica: «È vero, il Consorzio Industriale si è proposto di acquisire il 51 percento delle quote, senza però fare un’offerta». La palla passa ora alla Regione e all’Enac. Se l’ispezione di febbraio dovesse dare esito positivo, Fenosu potrebbe davvero diventare il polo nazionale della formazione aeronautica. Ma il clima da guerra fredda tra resta.