«Il Tar conferma la correttezza del Comune». Ma la sentenza parla di ricorso improcedibile
Lo scontro tra la sindaca di Seneghe e l’associazione che organizza Cabudanne de sos poetas
Seneghe È la sindaca Albina Mereu a dare notizia dell’esito del contenzioso con l’associazione Perda Sonadora. In una comunicazione ufficiale, la prima cittadina parla di una pronuncia che «segna un punto fermo chiaro e inequivocabile» e sostiene che il Comune abbia «operato nel pieno rispetto della legge, con correttezza e trasparenza». Il riferimento è alla sentenza del Tar Sardegna sul ricorso presentato dall’associazione contro l’affidamento di alcuni servizi legati al progetto Pnrr per i borghi. Secondo la sindaca, il tribunale avrebbe «smentito in modo netto» le accuse, tra cui quella di un presunto utilizzo improprio del nome del festival Cabudanne de sos Poetas, chiarendo che la dicitura contestata era «esclusivamente un codice tecnico-contabile (Clp)» privo di rilevanza giuridica. Nel comunicato Mereu sottolinea anche come la vicenda deriverebbe da «una mera incomprensione» e non da comportamenti scorretti del Comune.
Il documento Il Tar, in realtà, non entra nel merito della legittimità degli atti amministrativi, ma dichiara il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La decisione nasce dal fatto che la stessa associazione ricorrente, dopo i chiarimenti ricevuti, ha chiesto che venisse dichiarata cessata la materia del contendere, decisione presa dall’associazione a seguito del ritiro avvenuto da parte dell’amministrazione dell’atto oggetto della contesa. Nelle motivazioni, tuttavia, i giudici riportano alcuni elementi: viene riconosciuto che «il progetto contestato dalla ricorrente non ha mai riguardato il Cabudanne de sos Poetas» e che la denominazione del Clp ha «rilievi esclusivamente a fini contabili per il Ministero». Allo stesso tempo, il Tar precisa che la vicenda «non ha avuto origine da un comportamento scorretto dell’Amministrazione, ma da una mera incomprensione del Clp» che «si sarebbe potuto porre rimedio senza ricorrere alla tutela giurisdizionale». Una richiesta però che era inizialmente stata fatta dall’associazione, e che si era proprio rivolta al tribunale amministrativo proprio in assenza di risposta da parte dell’amministrazione. La pronuncia, dunque, pur non entrando nel merito con una sentenza di annullamento o di piena legittimità degli atti, conferma alcuni dei punti sostenuti dal Comune, soprattutto sulla natura tecnica della dicitura contestata e sull’assenza di una lesione concreta. Resta invece sullo sfondo il confronto tra amministrazione e associazione, che negli ultimi mesi ha acceso il dibattito in paese e che, alla luce della decisione del Tar, sembra ora destinato a spostarsi dal piano giudiziario a quello politico e culturale.
