La Nuova Sardegna

Oristano

Mobilità sostenibile

«Pericoloso per pedoni e biciclette». La minoranza attacca sul ponte che collega città e frazioni – Cosa succede

di Caterina Cossu
«Pericoloso per pedoni e biciclette». La minoranza attacca sul ponte che collega città e frazioni – Cosa succede

Impossibile pensare a un’alternativa a auto o moto per arrivare al centro, senza rischiare la vita. Urgente un ripensamento della viabilità

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Oristano Un collegamento strategico, ma ancora incompleto sotto il profilo della sicurezza e della mobilità sostenibile. È questo il nodo sollevato dalla minoranza di centrosinistra in consiglio comunale, con un’interpellanza a prima firma del consigliere Massimiliano Daga, che è anche segretario provinciale del Partito democratico, sulla realizzazione di un percorso ciclopedonale sul ponte del fiume Tirso. Nel documento, sottoscritto anche dagli altri consiglieri del gruppo, si evidenzia come «il ponte sul fiume Tirso rappresenta un’infrastruttura strategica di collegamento tra il capoluogo e le frazioni di Donigala Fenughedu, Massama e Nuraxinieddu, nonché la borgata marina di Torre Grande». Un asse viario quotidianamente attraversato da centinaia di veicoli, ma che – secondo quanto denunciato – «non garantisce condizioni minime di sicurezza per pedoni e ciclisti», escludendo di fatto ogni forma di mobilità alternativa. La questione ha ricadute concrete sulla vita quotidiana: «L’assenza di un percorso pedonale e ciclabile limita fortemente la fruibilità dei servizi pubblici e privati erogati dal Comune capoluogo» e «incide negativamente sulla qualità della vita dei cittadini», costretti a utilizzare l’auto anche per tragitti brevi. Una condizione che, secondo i firmatari, penalizza in particolare i residenti delle frazioni e delle borgate, rendendo più difficile l’accesso al centro urbano e ai servizi. Da qui la richiesta all’amministrazione guidata dal sindaco Massimiliano Sanna affinché chiarisca «se siano già stati avviati contatti o interlocuzioni con l’amministrazione provinciale», ente competente per la gestione del ponte, e «se l’amministrazione comunale intenda promuovere un intervento formale nei confronti della Provincia o la sottoscrizione di un accordo di programma» per arrivare alla progettazione e realizzazione di una pista ciclabile e di un percorso pedonale protetto.

Nel testo si richiama anche il contesto più ampio delle politiche pubbliche, ricordando che «le politiche europee, nazionali e regionali promuovono sempre più la mobilità sostenibile», incentivando interventi che riducano l’impatto ambientale e favoriscano l’uso di mezzi alternativi all’auto. Il ponte sul Tirso viene dunque indicato come un punto nevralgico per lo sviluppo del cicloturismo. Per questo, la minoranza sollecita l’amministrazione a verificare «opportunità di finanziamento regionali, nazionali o comunitarie» che possano sostenere economicamente l’opera e accelerarne la realizzazione, seguendo l’esempio di altri enti locali che stanno già sviluppando progettualità condivise sulla mobilità dolce. Infine, la richiesta più politica e operativa: «Il Comune di Oristano, pur non essendo ente gestore dell’infrastruttura, può e deve svolgere un ruolo attivo di impulso e coordinamento nei confronti della Provincia», si legge nel documento, che chiede all’esecutivo «quali azioni concrete e tempistiche» intenda mettere in campo per garantire «un collegamento sicuro e sostenibile con il centro urbano». L’interpellanza aprirà in Consiglio un confronto su sicurezza, diritti alla mobilità e sviluppo sostenibile del territori. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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