La Nuova Sardegna

Oristano

Il caso

Agrivoltaico tra le sorgenti: scontro per salvare il bosco – Ecco dove

di Michela Cuccu
San Leonardo di Siete Fuentes scorcio
San Leonardo di Siete Fuentes scorcio

Il Gruppo di intervento giuridico difende uno dei simboli del territorio e le sue sette fonti dal mega impianto

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Santu Lussurgiu L’intenzione è di intervenire accanto al borgo, in una zona rigorosamente tutelata per il suo inestimabile valore paesaggistico e culturale: per questo il Gruppo d’intervento giuridico ha deciso di alzare gli scudi, depositando un atto di opposizione formale. Al centro della contesa c’è il progetto della società triestina Sardinia Green 1 S.r.l., che intende realizzare una centrale agrivoltaica da 19,847 MW proprio a San Leonardo di Siete Fuentes. Un sito dove il tempo sembra essersi fermato tra i boschi di leccio e l’antica chiesa romanico-pisana del XII secolo. Un’area protetta dal codice dei Beni culturali e del paesaggio, che ora rischia di essere segnata dall’installazione di una distesa di moduli fotovoltaici e dalle relative opere di connessione alla rete elettrica nazionale.

Il punto giuridico L’associazione ecologista contesta con forza la scorciatoia burocratica scelta dalla società energetica: il ricorso a una semplice procedura abilitativa semplificata. Secondo il Grig, si tratta di un iter del tutto improprio per un’opera di tale portata in un contesto così sensibile. L’associazione spiega di aver presentato richiesta affinché sull’impianto venga effettuata una preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità alla Via, coinvolgendo nell’atto il ministero della Cultura, la Regione e la Soprintendenza di Cagliari. L’obiettivo è impedire che un’opera di scala industriale venga autorizzata senza i dovuti controlli di merito, preservando l’oasi idrogeologica.

Il sito San Leonardo è celebre per le sue sette fonti e per un equilibrio forestale che non può essere sacrificato. La vicenda diventa così il paradigma di una transizione energetica che, secondo il Grig, rischia di scivolare nella pura speculazione. L’associazione ammonisce: «L’ideologia dell’ambientalmente corretto scivola troppo spesso nell’oggettivo favore verso un’ipocrita speculazione energetica». Il timore è che il valore delle rinnovabili venga strumentalizzato per stravolgere siti di rilevanza monumentale. Anche le istituzioni di tutela hanno espresso preoccupazione: la Soprintendenza speciale per il Pnrr ha evidenziato come in Sardegna sia in atto un’azione tale da superare già oggi di ben sette volte gli obiettivi al 2030, prefigurando una «sostanziale sostituzione del patrimonio culturale e del paesaggio con impianti di taglia industriale per la produzione di energia elettrica oltre il fabbisogno regionale previsto».

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