Zanzara killer, la pozza nel cantiere comunale fa paura: i residenti temono la West Nile
Il ristagno di acqua è presente da mesi, in barba alle prescrizioni di prevenzione contro il proliferare del temuto insetto
Oristano La polemica sui ristagni d’acqua nel grande cantiere comunale tra via Carnia e via Umbria, sollevata nei giorni scorsi sulle pagine della Nuova Sardegna dopo le segnalazioni dei residenti del quartiere, arriva ora ufficialmente anche in consiglio comunale. Mentre continua la preoccupazione per la grande pozza d’acqua stagnante visibile all’interno dello scavo in piena emergenza West Nile, il Comune approva anche una variante da oltre 200mila euro per proseguire i lavori. Il ristagno è presente da tempo nel cuore del cantiere della piazzetta 11 settembre, nato per gli interventi di messa in sicurezza idraulica dell’area di via Sardegna. Una situazione che aveva fatto scattare la protesta degli abitanti della zona, preoccupati per il possibile proliferare delle zanzare mentre il Comune chiede ai cittadini di eliminare qualsiasi accumulo d’acqua da cortili e giardini privati.
Ora quella vicenda approda nell’aula consiliare con un’interrogazione urgente che porta la prima firma del consigliere Francesco Federico di Oristano democratica e possibile. Nel documento si parla di «ampi ristagni d’acqua stagnante persistenti da mesi» e del «paradosso tra le rigorose prescrizioni ai cittadini e la presenza di analoghe situazioni di ristagno in un cantiere pubblico comunale». Secondo Federico, il permanere dell’acqua stagnante «può favorire la proliferazione delle zanzare vettori del virus» e rischia di «generare nei cittadini la pericolosa percezione di criteri diversi applicati ai privati e al pubblico». Il consigliere chiede quindi al sindaco e alla giunta se non ritengano che quanto accade nel cantiere «contrasti con le prescrizioni e i comportamenti richiesti quotidianamente alla cittadinanza» e se intendano «intervenire con urgenza» per eliminare i ristagni presenti nell’area.
L’interrogazione arriva però mentre il settore Lavori pubblici ha appena approvato una nuova perizia di variante per l’intervento di «messa in sicurezza del rischio idraulico nelle aree di via Sardegna – implementazione condotta tratto Foro Boario-via Carnia», opera finanziata con fondi Pnrr e ministeriali per un importo complessivo di un milione e 450mila euro. La variante aumenta il valore netto dei lavori di oltre 155mila euro ma, tra Iva, spese tecniche e incentivi, il costo aggiuntivo supera i 211mila euro. Il Comune precisa che le somme verranno recuperate dalle economie di gara e dagli imprevisti già previsti nel quadro economico dell’opera. Secondo la determina firmata dal dirigente Alberto Soddu, la variante si è resa necessaria per introdurre «opere di ottimizzazione» e modifiche tecniche migliorative durante il cantiere. Tra le novità ci sono una diversa tecnica di infissione delle palancole della vasca di laminazione, nuovi ripristini stradali e ulteriori interventi integrativi per migliorare «la piena funzionalità dell’opera». Intanto però, mentre il cantiere si allunga di altri 60 giorni, la grande pozza d’acqua tra via Carnia e via Umbria continua ad alimentare proteste e polemiche nel quartiere.
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