La Sardegna equestre unita: «No alla legge sui caschetti»
Un primo incontro unito e partecipato per allineare esigenze di sicurezza e tutela di tradizioni e riti
Tramatza Il mondo equestre sardo ha smesso di agire in ordine sparso. Dopo anni di isolamento nelle proprie battaglie locali, il convegno “Tutela de Sas Balentias a Kadhu in Sardigna”, svoltosi venerdì scorso, 22 maggio, a Tramatza, segna la nascita di un fronte comune per affrontare le sfide del decreto Abodi. L’incontro si è trasformato in un presidio di confronto per proteggere la sopravvivenza delle corse tradizionali, cercando una sintesi tra l’obbligatoria tutela della vita umana e la conservazione di un patrimonio storico unico. Il moderatore Gian Pasquale Piras, parigliante e promotore dell’iniziativa, ha aperto i lavori partendo da una necessità imprescindibile: trovare una quadra tra le norme nazionali e la peculiarità di riti che non possono essere ridotti a semplici spettacoli. La discussione ha affrontato con profondo rispetto la tragica scomparsa di Omar Barranca, il giovane fantino di Borore deceduto lo scorso aprile per una caduta da cavallo durante i festeggiamenti per San Lussorio. La tragedia ha scosso le fondamenta del mondo equestre, rendendo l’adozione di rigorosi protocolli di sicurezza non più un’opzione, ma un dovere inderogabile.
Il convegno ha così riconosciuto che la sicurezza non è un ostacolo alla tradizione, ma la condizione essenziale affinché essa possa sopravvivere ed essere mantenuta nel tempo. L’archeologo Nicola Dessi ha inquadrato il legame uomo-cavallo in una prospettiva millenaria, mentre l’antropologo Sebastiano Mannia ha evidenziato come ogni rito richieda attenzioni specifiche legate al territorio. Un passaggio fondamentale è stato il richiamo alla Sartiglia di Oristano. La manifestazione ha vissuto negli scorsi mesi momenti di estrema tensione, rischiando concretamente lo stop a causa del braccio di ferro tra la Prefettura – ferma sull’obbligatorietà di protezioni per tutti i cavalieri – e gli stessi cavalieri, preoccupati per la salvaguardia dell’identità della giostra. Il rischio reale di un “tutti a casa” ha dimostrato come la mancanza di un dialogo preventivo possa trasformare l’esigenza di sicurezza in una crisi d’identità senza precedenti. L’esperienza oristanese ha fatto scuola, insegnando che solo una mediazione costante può evitare la paralisi di secoli di storia.
La voce dei territori è stata portata dai sindaci Sabrina Sassu (Cossoine) e Salvatore Pes (Sedilo), che hanno testimoniato le difficoltà nel rendere compatibili le norme tecniche con riti che rappresentano veri atti di fede. Sul piano giuridico, l’avvocato Salvatore Mario Gaias ha suggerito di difendere i diritti identitari tramite lo Statuto regionale, trasformando il dialogo con le istituzioni in una forma di cittadinanza attiva. Un appello condiviso dall’avvocata Cristina Puddu, che ha denunciato le sanzioni talvolta ingiuste inflitte a chi cerca di mantenere viva la memoria storica. Il dibattito ha visto anche l’apporto operativo di Giulio Pisano (Sa Loriga) e Antonio Dore (Cavalcata Sarda), che hanno descritto la complessità nella gestione della sicurezza, sottolineando le enormi responsabilità che ricadono sugli organizzatori. Il valore del convegno risiede nella prospettiva aperta: non si è cercato di eludere il tema della sicurezza – priorità assoluta dopo i drammatici fatti di Borore – ma di proporre una codificazione condivisa delle regole che tenga conto della specificità sarda. Il mondo equestre isolano chiede ora un tavolo tecnico permanente tra Comuni, associazioni e Regione per giungere a una normativa che garantisca l’incolumità senza svuotare di significato i riti. Uscire dall’immobilismo è l’esortazione fatta alla politica regionale: l’isola non chiede deroghe alla sicurezza, ma pretende che le sue tradizioni vengano comprese nella loro unicità. La Sardegna equestre ha quindi iniziato a marciare unita: la salvaguardia della vita e quella della storia sono i due binari per garantire un futuro alle corse sarde. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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