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La storia di Massimo Zoccheddu: di giorno in turno in ospedale, di sera aggiorna le mappe di Waze

di Paolo Camedda
La storia di Massimo Zoccheddu: di giorno in turno in ospedale, di sera aggiorna le mappe di Waze

L’operatore socio-sanitario in 16 anni è diventato manager sardo dell’app che guida migliaia di utenti

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Bauladu Di professione fa l’operatore socio-sanitario all’azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari. Nel tempo libero, invece, aggiorna una delle mappe digitali più utilizzate al mondo. Massimo Zoccheddu, 52 anni, originario di Bauladu, è uno dei dieci country manager italiani di Waze, la nota applicazione di navigazione satellitare basata sulla collaborazione degli utenti.

Si collabora segnalando in tempo reale incidenti, rallentamenti, cantieri e altre criticità della viabilità. Due attività diverse, accomunate da un filo conduttore: l’attenzione verso gli altri. Il suo percorso parte dal diploma di geometra, che ha contribuito ad alimentare l’interesse per il territorio, la tecnologia e la cartografia digitale, mentre l’avventura con Waze è cominciata nel 2010. «Scoprii l’app e mi colpì subito la possibilità di collaborare direttamente al miglioramento delle mappe – racconta –. Col tempo da semplice utilizzatore sono diventato prima editor volontario e poi uno dei responsabili della community italiana».

Nello stesso periodo è nato Waze Sardegna, una realtà costruita da volontari che hanno contribuito a sviluppare e aggiornare la mappa dell’isola. «Ci siamo conosciuti grazie all’applicazione e ancora oggi continuiamo a collaborare e confrontarci. Un amico ha anche realizzato un logo personalizzato, per dare un’identità fortemente legata alla nostra isola» aggiunge. Dietro le indicazioni del navigatore si nasconde un impegno costante: «Il territorio è in continua evoluzione e il nostro compito è fare in modo che la mappa rifletta nel modo più fedele possibile la situazione reale – va avanti –. La forza di Waze rimane la componente collaborativa». L’attività richiede tempo e una continua ricerca di informazioni.

«Ogni giorno dedico diverse ore per verificare dati pubblicati da Comuni, Province, Regione, Anas e altri enti». Zoccheddu divide dunque le sue giornate tra la professione di Oss in ospedale, che esercita da oltre 25 anni, e l’impegno volontario con Waze. «La realtà sarda – spiega – non è separata dal resto della community nazionale. Collaboriamo continuamente con altri volontari e contribuiamo all’aggiornamento delle mappe».

Lo stesso spirito anima anche la pagina Facebook Waze Sardegna, che lui gestisce. «Negli anni è diventata un punto di riferimento per chi cerca aggiornamenti su traffico, cantieri, chiusure stradali e allerte meteo – sottolinea –. Oggi conta oltre ottomila follower e i post raggiungono fino a 50 mila visualizzazioni. Il 66 per cento proviene da non follower». In sedici anni con Waze non sono mancati gli episodi curiosi: «Un automobilista, dopo aver segnalato una strada danneggiata dalle piogge, mi chiese anche di intervenire personalmente per farla sistemare – racconta –. Gli risposi che al momento Waze non se ne occupava direttamente, ma che avrei proposto la funzione agli sviluppatori, per rendere più utile la piattaforma». Al di là della tecnologia, in Waze ciò che conta realmente sono le persone.

«Il complimento più bello? Quando qualcuno ci scrive semplicemente grazie per il grande lavoro che fate». Parole che per chi dedica gratuitamente ore del proprio tempo a migliorare un servizio utilizzato da migliaia di automobilisti valgono forse più di qualsiasi riconoscimento ufficiale. Perché, almeno in Sardegna, dietro ogni percorso suggerito dal navigatore c’è spesso anche l’impegno silenzioso di un oss di Bauladu che, terminato il turno di lavoro, continua a mettere il proprio tempo e le proprie competenze al servizio della comunità. Cambia lo strumento, non lo spirito: da una corsia ospedaliera a una mappa digitale, il proposito è sempre quello di rendersi utile agli altri.

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