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Oristano

Ambiente

Energia condivisa: parte la sfida per una nuova comunità energetica

di Caterina Cossu
Energia condivisa: parte la sfida per una nuova comunità energetica

Le condizioni di partenza sono ottimali: in Sardegna la prima piattaforma diretta tra cittadini e Comune

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Oristano Non solo pannelli fotovoltaici, ma un nuovo modello per produrre, consumare e condividere energia all’interno dello stesso territorio. È questa la sfida della comunità energetica rinnovabile, il cui studio di fattibilità è stato commissionato dal Comune e presentato ieri sera all’Hospitalis Sancti Antoni dall’assessore a Urbanistica e tutela del territorio Paolo Angioi, cui hanno partecipato – per la parte politica – il sindaco di Oristano, Massimiliano Sanna, il presidente della Provincia Paolo Pireddu, il presidente del Consorzio Industriale Antonello Demelas e l’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani, oltre all’ingegnera Barbara Dessì di Egeria, che ne ha curato l’analisi tecnica, e l’avvocato Gabriele De Luca, che ha già seguito la nascita di dieci Cer in Italia.

I dati Lo studio individua una caratteristica fondamentale del territorio oristanese: la città è pronta per fare il passo. «Durante le mie rilevazioni ho trovato una città già predisposta per diventare una delle principali Comunità energetiche rinnovabili della Sardegna – ha spiegato l’ingegnera Dessì. Ci sono zone perfette per realizzare una Cer e il contesto urbano è molto vivace, i cittadini interessati e attenti al tema ambientale». La presenza di tre cabine primarie già operative, una a Fenosu, una a Tiria e una nella zona sud-occidentale della città, tra il porto industriale e Pesaria crea delle condizioni ottimali. È su queste infrastrutture che può svilupparsi la Comunità energetica: la normativa consente di condividere energia soltanto tra utenti collegati alla stessa cabina primaria, ecco perché crearne altri. «Il principio è semplice: chi produce energia in eccesso attraverso un impianto fotovoltaico può metterla a disposizione della comunità invece di cederla a prezzi poco vantaggiosi al Gestore dei servizi energetici n– ha spiegato l’assessore Angioi –. La Cer rappresenta il “cappello giuridico” che consente di mantenere sul territorio il valore dell’energia prodotta, favorendo lo scambio tra chi produce e chi consuma e generando benefici economici per tutti gli aderenti».

La piattaforma Uno degli aspetti più innovativi del progetto oristanese è il percorso scelto dall’amministrazione comunale. «Il protocollo e la piattaforma digitale realizzati nella pagina del sito istituzionale per la Cer sono un’esperienza unica in Sardegna e tra le prime in Italia: cittadini, imprese e associazioni possono informarsi e manifestare il proprio interesse direttamente attraverso il portale del Comune, senza intermediari o soggetti terzi» è intervenuto l’avvocato De Luca. L’obiettivo ora è accompagnare la nascita della Comunità energetica con un percorso pubblico e partecipato, cui non mancherà il supporto di Provincia e Consorzio industriale. Nei prossimi mesi saranno organizzati incontri informativi e workshop dedicati ai cittadini interessati, per fornire assistenza tecnica e amministrativa e accompagnarli nelle procedure di adesione. «La Comunità energetica può diventare uno strumento concreto per ridurre i costi dell’energia, incentivare nuovi impianti da fonti rinnovabili e creare una rete locale capace di trattenere sul territorio parte delle risorse economiche che oggi finiscono fuori dal sistema locale» chiude Angioi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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