Pronto soccorso nel caos, è emergenza medici in ospedale: caccia anche a quelli dall’estero
Finisce l’era dei gettonisti, 31 i posti vacanti e molti reparti sono senza un adeguato supporto: via al reclutamento straordinario
Oristano La Asl 5 gioca la carta delle emergenze e apre ufficialmente le porte ai medici formati all’estero per coprire le voragini di organico. Carenze di medici che mettono a rischio il pronto soccorso del San Martino e i presidi ospedalieri del territorio. È una decisione figlia della necessità del momento che certifica, una volta per tutte, l’inefficacia delle ordinarie procedure concorsuali e segna l’inizio di una fase critica per il sistema sanitario provinciale, ormai privo di alternative. La scelta di percorrere la strada dell’esercizio temporaneo della professione non è casuale, ma dettata da un calendario implacabile. Entro la fine del mese scadranno i contratti con le cooperative dei cosiddetti medici gettonisti, l’ossatura precaria su cui ha retto l’operatività degli ospedali e non solo quelli oristanesi. Il decreto Schillaci ha imposto lo stop a questo modello e, in assenza di nuove assunzioni stabili, l’Asl è stata costretta a invocare il bacino dei professionisti già iscritti nell’elenco predisposto dalla Regione.
È importante chiarire che si tratta di professionisti qualificati: sono medici che hanno conseguito la propria laurea e l’eventuale specializzazione in una nazione estera, sia essa appartenente all’Unione europea o extra-Ue. Questi professionisti hanno studiato in sistemi universitari differenti da quello italiano e, normalmente, per poter esercitare nel nostro paese dovrebbero completare un lungo iter di validazione definitiva. Tuttavia, la norma di emergenza permette loro di lavorare in deroga rispetto alle ordinarie procedure di riconoscimento, spesso estenuanti e cariche di burocrazia, consentendo l’esercizio temporaneo della professione. L’Asl precisa che non si tratta di un accesso indiscriminato: i candidati devono essere già iscritti in un elenco regionale gestito in collaborazione con Ares, dove i loro titoli sono stati oggetto di una prima verifica, e saranno ulteriormente sottoposti a una commissione interna per valutare la congruità del percorso formativo e, soprattutto, l’adeguata conoscenza della lingua italiana per garantire la sicurezza delle cure.
I numeri impressi nell’avviso pubblico deliberato venerdì dalla direttrice generale Grazia Cattina sono una fotografia impietosa: servono in tutto 31 medici dei quali, 7 solo per il Pronto Soccorso, oltre a rinforzi urgenti per Medicina interna (9), Pediatria (7), Cardiologia (6), Ortopedia (4), Nefrologia (3) e Malattie dell’apparato respiratorio (2). Per questi professionisti, l’azienda offre incarichi libero professionali di sei mesi a 60 euro lordi l’ora. Un cerotto contrattuale per tamponare l’emergenza, in attesa di soluzioni più strutturali. È tuttavia una doppia corsa contro il tempo. Mentre infatti, stanno per scadere i contratti dei medici gettonisti le domande per partecipare alla selezione dovranno essere presentate entro venerdì 19.
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