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Ambiente

Esaudisce l’ultimo desiderio della madre e riporta in spiaggia 40 chili di sabbia

di Paolo Camedda
Esaudisce l’ultimo desiderio della madre e riporta in spiaggia 40 chili di sabbia

Erano stati prelevati oltre mezzo secolo fa durante una vacanza in Sardegna

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Cabras Quaranta chili di sabbia, finissimi granelli di quarzo levigati dal mare, sono tornati a Is Aruttas dopo circa mezzo secolo. Per cinquant’anni quei “chicchi” avevano fatto parte di un giardino zen nel Nord Italia, custoditi in ricordo di una bella vacanza in Sardegna. Ieri, giovedì 9 luglio, sono stati restituiti alla spiaggia definita la perla del Sinis da Silvia Ferrari, che assieme al marito Eros Cattaneo ha voluto esaudire l’ultimo desiderio di sua madre Valeria: riportare nel luogo d’origine quella sabbia raccolta dalla famiglia negli anni Settanta, quando non esistevano ancora la sensibilità ambientale attuale e le norme di tutela oggi in vigore. «Avrò avuto circa quindici anni quando, durante una vacanza in roulotte con i miei genitori, scoprimmo Is Aruttas e ne rimanemmo estasiati», racconta Silvia Ferrari. Affascinati dall’unicità dei granelli di quarzo, i genitori decisero di portarne a casa in abbondanza, senza immaginare quale impatto avrebbe avuto, nel tempo, un gesto ripetuto da migliaia di visitatori su uno dei litorali simbolo della Sardegna.

Per decenni quella sabbia è rimasta così nel giardino di famiglia. Poi la madre Valeria ha scoperto che il prelievo è vietato e rappresenta un danno per l’ecosistema costiero. Da allora è nata la volontà di riportare quei chili di sabbia nel loro luogo d’origine. «Prima di venire a mancare mi aveva chiesto più volte di tornare in Sardegna per restituire ciò che aveva preso – ricorda ancora Silvia Ferrari –. Accompagnata dal direttore dell'Area marina del Sinis, Massimo Marras, ho potuto esaudire il suo desiderio, ma soprattutto ho riportato quella sabbia nel suo luogo».

Per il Comune di Cabras la restituzione assume un valore che va oltre il recupero materiale. «A nome dell’amministrazione e della comunità desidero ringraziare la signora Silvia Ferrari per aver compreso il valore di questo gesto – afferma l’assessore all’Ambiente, Carlo Carta -. Restituire la sabbia, anche a distanza di tanti anni, significa riconoscere che il patrimonio naturale appartiene a tutti e che ciascuno ha la responsabilità di proteggerlo». Negli ultimi anni si sono registrati diversi episodi analoghi: «Ogni restituzione rappresenta un segnale importante di crescita della coscienza ambientale collettiva. Ci auguriamo che questa storia possa essere d'esempio anche per chi conserva ancora sabbia o altri elementi naturali prelevati dalle nostre spiagge». Quello compiuto da Silvia Ferrari è stato il modo di mantenere una promessa fatta alla madre, ma anche un bel gesto di rispetto verso un luogo unico che assume un forte valore simbolico e contribuisce a diffondere la cultura della tutela ambientale.

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