La Nuova Sardegna

Oristano

Sanità

«5mila persone senza medico è emergenza». La bocciatura del bilancio Asl

di Caterina Cossu
«5mila persone senza medico è emergenza». La bocciatura del bilancio Asl

Unica nota positiva, l’avvio della sperimentazione della prenotazione delle ricette via mail

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Oristano L’Associazione regionale ex esposti amianto della Sardegna boccia il quadro sulla sanità oristanese tracciato ieri martedì 14 luglio dalla direzione della Asl 5 al margine della riunione del Comitato di distretto socio-sanitario con i sindaci. Secondo il presidente Giampaolo Lilliu, il bilancio positivo illustrato dai vertici aziendali non corrisponde alle difficoltà che i cittadini continuano a vivere ogni giorno nell’accesso alle cure. «Sentiamo ripetere che la sanità sta superando le criticità e garantisce il diritto alle cure – afferma Lilliu – ma la realtà è ben diversa». L’associazione sostiene che nell’Oristanese siano ancora circa 5 mila le persone prive del medico di medicina generale e considera gli Ascot il simbolo di un sistema ancora in piena emergenza. Pur giudicando positivamente l’avvio della sperimentazione per la richiesta dei farmaci via email, ricorda che il servizio era stato sollecitato dalle associazioni da tempo e che davanti agli ambulatori continuano a formarsi lunghe file.

Nel mirino finiscono anche le Case della comunità e gli Ospedali di comunità, indicati dalla Asl come punti centrali della riorganizzazione dell'assistenza territoriale. Per l’associazione, però, queste strutture «presentano ancora numerose criticità», a partire dalla carenza di personale medico, e non sono ancora in grado di rispondere ai bisogni sanitari della popolazione. L’associazione chiede inoltre risposte sulle liste d’attesa, denunciando le difficoltà di prenotazione attraverso il Cup, con agende spesso chiuse per le visite specialistiche, e i casi di appuntamenti cancellati dopo mesi di attesa senza una nuova data fissata, costringendo gli utenti a ripartire da zero. Tra le criticità evidenziate c’è anche il fenomeno, definito «drammatico e in aumento», dei cittadini che rinunciano alle cure perché non riescono a ottenerle nel servizio pubblico e non possono permettersi quelle private. Particolare preoccupazione viene espressa per gli ex esposti all'amianto, sottoposti dal 1994 a sorveglianza sanitaria. Secondo l’associazione, l’attuale organizzazione della sanità territoriale non garantisce più un sistema di prevenzione adeguato per questa categoria di pazienti. Nel documento, infine, Lilliu invita i sindaci del distretto socio-sanitario a farsi interpreti delle difficoltà dei propri cittadini nel confronto con la direzione della Asl 5, affinché «emerga la reale situazione della sanità oristanese» e vengano individuate soluzioni concrete ai problemi ancora aperti.

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