Morte Claudio Manca, svolta nell’indagine: ecco i nomi di chi andrà a processo
La procura vuole il rinvio a giudizio per omicidio volontario in concorso
Terralba A quasi un anno dall’omicidio di Claudio Manca (54 anni), la Procura allarga il fronte delle responsabilità. Non solo Battista Manis (53 anni), ma anche l’ex moglie Claudia Abis (46 anni) e il figlio Pietro Paolo Manis (26 anni) dovranno comparire davanti al giudice con l'accusa di omicidio volontario in concorso. La svolta inattesa arriva al termine dell'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Marco De Crescenzo sul delitto avvenuto il 24 settembre 2025 lungo la circonvallazione di Terralba. Secondo l'accusa, tutti e tre avrebbero avuto un ruolo nella morte del cinquantaduenne, pestato dopo essere stato fatto cadere dalla bicicletta.
Che Battista Manis fosse il principale sospettato era chiaro sin dalle prime ore. L’imprenditore non aveva mai nascosto il suo rancore verso Claudio Manca, che riteneva responsabile dell’incendio che poco più di un mese prima aveva distrutto la sua abitazione di via Sicilia a Terralba. Un odio manifestato anche pubblicamente sui social e che, secondo gli investigatori, avrebbe trovato il suo tragico epilogo quella sera sulla strada provinciale 92.
Finora, però, la posizione dell’ex moglie e del figlio sembrava diversa. Entrambi avevano ammesso di trovarsi sulla Golf coinvolta nella vicenda, ma avevano descritto l’aggressione come un’iniziativa improvvisa di Battista Manis. Una versione che, col passare dei mesi, non avrebbe però retto alla ricostruzione degli inquirenti. Le ulteriori indagini, tra testimonianze, intercettazioni, consulenze tecniche e accertamenti medico-legali, hanno convinto la procura, che ha coordinato le indagini affidate ai carabinieri, che il delitto non sia riconducibile alla sola azione dell'imprenditore. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio per tutti e tre i componenti della famiglia. Ora l'attenzione si sposta in tribunale. L’udienza preliminare è fissata per il 23 settembre davanti alla giudice per le udienze preliminari Cristiana Argiolas. Sarà quello il momento in cui la procura metterà sul tavolo l’intero impianto accusatorio, costruito in mesi di indagini e ritenuto sufficiente per sostenere il processo nei confronti di padre, madre e figlio.
Sempre in quella sede, l’avvocato Fabio Costa, depositerà la costituzione di parte civile in rappresentanza del padre, della madre e della sorella della vittima. L’attenzione sarà focalizzata anche sulle mosse del collegio difensivo. Bisognerà capire che strada sceglieranno gli avvocati Antonio Pinna Spada e Luigi Porcella che difendono Battista Manis, e gli avvocati Anna Maria Uras e Roberto Nati, legali invece di Claudia Abis e Pietro Paolo Manis.
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