L’arte fa rifiorire il Foro Boario: il progetto
L’esperimento della casa d’artista pubblica è un successo: ora si chiede certezza per la programmazione del prossimo anno
Oristano Un’estate di incontri, laboratori, residenze artistiche e nuove collaborazioni. Il Foro boario ha sperimentato una nuova vocazione come spazio aperto alla produzione e alla conoscenza dell’arte contemporanea, con una risposta positiva soprattutto in occasione delle iniziative organizzate dalla Pinacoteca Carlo Contini. Un’esperienza che ora porta a guardare alla programmazione del 2027 e alla necessità di poter contare su un budget certo. A tracciare il bilancio è la direttrice Silvia Loddo, partendo da “Studio di studi”, il progetto che ha trasformato il Foro boario in un cantiere d’arte aperto alla città. Gli artisti oristanesi Gianluigi Concas, Tonino Mattu, Marta Scanu e Alfredo Tanchis, assieme a Matteo Grussu, Michele Mereu, Michele Pau, Gianmarco Porru, Giuliana Sordi, Studio Bulbo e Claudia Testa hanno trasferito per alcuni mesi i propri studi negli spazi di piazza Pintus, lavorando a contatto con il pubblico. I numeri raccontano una risposta significativa soprattutto in occasione degli appuntamenti: agli incontri con gli artisti hanno partecipato complessivamente circa 350 persone, mentre i laboratori hanno coinvolto una sessantina tra adulti e bambini. Tutti hanno registrato il tutto esaurito e alcuni sono stati riproposti su richiesta dei partecipanti. Più contenuta, invece, la presenza nei normali giorni di apertura.
«Purtroppo non c’è ancora l’abitudine a frequentare quel luogo – spiega Loddo – e tanti, quando arrivano, ci dicono che non immaginavano che fosse aperto». Far conoscere maggiormente lo spazio e renderlo un luogo abituale per la città resta dunque una delle sfide per il futuro. L’estate ha portato anche nuove collaborazioni. Tra agosto e settembre è nato un rapporto con Sardegna Teatro, che da pochi mesi gestisce il teatro Garau. Nell’ambito di progetti di scambio internazionale, il Foro boario ha accolto il maltese Victor Agius e le artiste olandesi Eva Koopmans ed Eva Vos, che hanno presentato al pubblico gli esiti delle ricerche condotte durante la loro residenza artistica in città. Il budget complessivo a disposizione della Pinacoteca e del Foro Boario quest’anno è stato di 20mila euro, dalla delibera del 13 maggio e destinati anche alla riapertura della Permanente della Pinacoteca e altri progetti. Il progetto del Foro Boario, invece, è nato prevalentemente grazie alla generosità e voglia di mettersi in gioco degli artisti locali. Una strategia che non potrà essere duplicata il prossimo anno, visto che, per realizzare il programma ideato, è già stimato un budget che si aggira attorno ai 60mila euro, cifra che consentirebbe alla Pinacoteca di programmare per tempo mostre, laboratori, incontri, residenze e collaborazioni. «La Pinacoteca ha bisogno di un budget certo che permetta alla direttrice e all’ente di programmare tutte le attività dell’anno – sottolinea il presidente della commissione Cultura Antonio Iatalese –. La stima è fatta, stimoleremo ora l’amministrazione a trovarli tra le maglie del bilancio, almeno in larga parte». Per Iatalese, l’obiettivo è sostenere una realtà che ha mostrato, anche solo in pochi mesi, le proprie potenzialità importanti per la città. «Bisogna impegnarsi per permettere alla Pinacoteca di crescere e affermarsi come merita, viste le personalità che ci lavorano e che si stanno attivando con iniziative di alto spessore». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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