Ricerca e gestione archeologica, la Fondazione Mont’e Prama premiata a livello internazionale
L’efficace ottimizzazione delle risorse finanziare diventa una case history assieme all’esempio virtuoso del Museo Egizio di Torino
Cabras Un prestigioso riconoscimento premia il lavoro della Fondazione Mont’e Prama nella ricerca e nella gestione archeologica. Lo scorso sabato 12 settembre a Ugento, nel Salento, in piazza San Vincenzo, il presidente Anthony Muroni ha ritirato il Premio internazionale Zeus 2026 nel corso della XV edizione della manifestazione dedicata alle eccellenze nel campo dell'archeologia.
La giuria ha premiato il percorso della Fondazione negli ultimi quattro anni, nei quali la ricerca scientifica è diventata uno dei pilastri della sua attività. Tra le motivazioni «la capacità di aver costruito una rete di giovani ricercatori, studiosi e partner accademici internazionali e di aver investito in progetti, scavi, convegni e pubblicazioni, coniugando la valorizzazione del patrimonio identitario con una ricerca rigorosa e innovativa». Un risultato che scaturisce da un lavoro d'equipe: «È un riconoscimento che appartiene a un'intera squadra – commenta Muroni –. È grazie alla passione, alla competenza e alla dedizione di ciascuno se oggi la nostra Fondazione rappresenta un punto di riferimento solido e dinamico nel panorama culturale». Il presidente ha ringraziato soci fondatori, Consiglio d'amministrazione, dipendenti e collaboratori.
Nella sua trasferta in Puglia per Mont'e Prama è arrivata anche un'altra attestazione. Durante il convegno di Federculture sui fondi europei per la cultura, la Fondazione è stata scelta come caso studio per l'impiego efficace delle risorse, accanto alla Fondazione Museo Egizio. «È per noi motivo di profondo orgoglio – sottolinea Muroni – e un ulteriore stimolo a proseguire su questa strada con la medesima determinazione». Il Premio Zeus è assegnato ogni anno alle eccellenze nella ricerca, nel restauro e nella divulgazione archeologica. (p.camedda)
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