Maltrattamenti tra le mura domestiche: tre misure cautelari per uomini violenti
La polizia di Stato scopre gravi casi di vessazioni che duravano da anni
Oristano Tre diverse vicende accomunate dalla violenza consumata tra le mura domestiche e da un lungo silenzio delle vittime. Nell’ultima settimana la polizia di Stato di Oristano ha eseguito tre distinti provvedimenti dell'autorità giudiziaria nei confronti di altrettante persone accusate, a vario titolo, di maltrattamenti in famiglia. Le misure sono state eseguite dagli investigatori della Squadra mobile al termine di indagini coordinate dalla procura della Repubblica.
Maltrattamenti davanti ai due figli piccoli
Il caso più recente riguarda un uomo accusato di aver sottoposto la moglie, madre dei loro due figli piccoli, a ripetute vessazioni e aggressioni protratte nel tempo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe vissuto per anni una situazione di violenza domestica, aggravata in alcuni casi dalle condizioni di alterazione psicofisica del marito. In più occasioni sarebbe stato necessario anche l’intervento dei sanitari del 118 per curare le conseguenze delle aggressioni. Nonostante ciò, la vittima non avrebbe mai denunciato il compagno né raccontato l’origine delle lesioni riportate. Le indagini hanno però consentito di raccogliere elementi ritenuti sufficienti dalla magistratura per emettere un provvedimento cautelare. Il giudice per le indagini preliminari ha quindi disposto nei confronti dell’uomo il divieto di dimora nel comune di residenza della moglie e il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico.
Dodici anni di violenze
Una storia altrettanto drammatica è emersa nel secondo procedimento. In questo caso gli inquirenti hanno ricostruito una presunta situazione di maltrattamenti andata avanti per circa dodici anni. La vittima avrebbe subito per oltre un decennio violenze e sopraffazioni da parte del compagno convivente senza mai confidarsi con alcuno. A rompere il muro del silenzio è stata l’attenzione di un’amica, che in passato aveva vissuto una condizione simile e aveva riconosciuto e intuito i segnali del disagio. Grazie al rapporto di fiducia instaurato tra le due donne, la vittima ha trovato il coraggio di parlare con la polizia, pur senza formalizzare una denuncia. Gli accertamenti successivi hanno consentito di delineare un quadro di presunti maltrattamenti protratti nel tempo. Anche in questo caso il giudice ha disposto una misura cautelare particolarmente incisiva: il divieto di dimora nell’intero territorio della Sardegna e il divieto di avvicinamento alla persona offesa, sempre con controllo tramite braccialetto elettronico.
Un giovane contro i familiari
Il terzo provvedimento riguarda invece un giovane appena maggiorenne. Secondo le risultanze investigative, il ragazzo avrebbe tenuto comportamenti violenti e vessatori nei confronti dei genitori, di una sorella e di una nipote conviventi. Valutato il quadro complessivo emerso nel corso delle indagini, il giudice ha disposto nei suoi confronti il ricovero in una struttura di cura, misura successivamente eseguita dagli investigatori della squadra mobile.
L’appello
Tre storie diverse, ma accomunate da un elemento che gli inquirenti considerano particolarmente significativo: la difficoltà delle vittime a chiedere aiuto e a raccontare quanto avviene all’interno dell’ambiente familiare. In due dei casi esaminati, infatti, le presunte violenze sarebbero rimaste nascoste per anni, senza alcuna denuncia formale. Solo il lavoro investigativo e, in una vicenda, il sostegno di una persona vicina alla vittima hanno consentito di fare emergere situazioni che, secondo l’accusa, andavano avanti da molto tempo. Proprio per questo la polizia di Stato rinnova l’appello a non sottovalutare i segnali di disagio e a rivolgersi alle forze dell’ordine o ai servizi di supporto quando si sospettano episodi di violenza domestica, ricordando che anche una segnalazione può rappresentare il primo passo per interrompere situazioni di abuso che spesso restano invisibili per anni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
