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Conflitti, identità e fragilità: il nostro tempo raccontato attraverso le foto – La mostra a cielo aperto

di Caterina Cossu
Conflitti, identità e fragilità: il nostro tempo raccontato attraverso le foto – La mostra a cielo aperto

Il festival internazionale BìFoto a Mogoro è alla 16esima edizione

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Mogoro Le strade diventano gallerie, le fotografie raccontano le ferite del presente e i centri storici si trasformano in spazi espositivi da attraversare a piedi. Si è chiusa domenica la sedicesima edizione del BìFoto Fest, il Festival internazionale della fotografia in Sardegna che negli anni ha contribuito a fare del centro della Marmilla un punto di riferimento per gli appassionati e che oggi estende il suo percorso anche a Curcuris. Otto nuove mostre arricchiscono il museo fotografico a cielo aperto, con opere che resteranno visitabili gratuitamente per almeno dodici mesi. Un progetto culturale che ha ormai superato i confini della manifestazione, lasciando ai due borghi un patrimonio permanente di immagini e storie.

Dalla guerra a Gaza alla gestione dell’acqua in Palestina, dalla memoria dei riti religiosi alla storia di una donna trans perseguitata dal franchismo, il percorso espositivo attraversa conflitti, identità e fragilità del nostro tempo. Il filo conduttore scelto per il 2026 è “Dio è morto”, il brano scritto da Francesco Guccini nel 1965 e portato al successo dai Nomadi: una riflessione sul disincanto e sulla perdita delle certezze, ma anche sulla possibilità di una rinascita. Tra i reportage, “Water Apartheid in Palestine” di Pietro Masturzo documenta le difficoltà di accesso all’acqua per le comunità palestinesi, mentre “Gaza: Life Rewritten by War” della fotogiornalista Fatima Shbair racconta la vita stravolta dal conflitto. Il percorso comprende anche “Ecce Homo” di Giampaolo Catogno, sui riti della Settimana Santa nel Mediterraneo, e “Tania: la donna trans che sfidò il franchismo” di Luca Gaetano Pira, sulla storia di Tania Navarro, sopravvissuta alla dittatura spagnola. Completano la selezione i vincitori del Premio BìFoto 2026: “Drifting Shadows: Space Debris” di Fiorella Baldisserri, sui detriti spaziali; “Arasaig (Safe Place)” di Alfio Tommasini, sul significato di luogo sicuro nelle Highlands scozzesi; e “We Still Have the Soul” di Luis Casadevall, su dignità e resilienza a Cuba. Menzione speciale a Seunggu Kim per “Better Days”, che racconta le forme collettive del tempo libero nella società sudcoreana. Nato nel 2011 per iniziativa dei direttori artistici Stefano Pia e Vittorio Cannas, BìFoto ha trasformato il centro storico di Mogoro in un museo fotografico permanente. Dal 2018 le opere sono esposte lungo le vie: oggi il percorso conta oltre 400 fotografie, visitabili gratuitamente 24 ore su 24. Con la sedicesima edizione, il progetto si estende a Curcuris e consolida un modello in cui la fotografia continua a vivere negli spazi quotidiani dei due borghi.

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