Cagliari, oltre trentamila fan stregati dal rock di Blasco - FOTO

Vasco Rossi alla Fiera (le foto sono di Mario Rosas)

Da «Bollicine» a «Sally» due ore di grande musica. In migliaia, dai teenager agli over 60, da tutta l'isola per il concerto dell'anno. Altissima energia per più di trentamila. Presentati i brani storici e i pezzi del nuovo album

CAGLIARI. Come Vasco, solo Vasco. A cinque anni dall'ultimo live nell'isola il rocker di Zocca fa il bis andando oltre il magico score di trentamila persone e raccogliendo - fatto inedito per la Sardegna - un pugno consistente di fan, oltre settemila, sbarcati da oltremare.

Questi si sono aggiunti agli oltre venticinquemila sardi, giunti alla Fiera da tutta l'isola per seguire l'unica tappa all'aperto dell'ormai blasonato Europe Indoor Tour. Trentaduemila per un evento a modo suo unico. Eccezione che conferma la regola del nuovo corso del rocker più amato d'Italia, tornato sui suoi passi a fine estate scorsa con la voglia di guardare negli occhi i suoi supporter in ambienti più ridotti delle arene e degli stadi. Ecco così i concerti nei teatri e nei club per riassaporare il profumo della gioventù.

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Tanta energia cresciuta in un anno di live non stop da una parte all'altra dell'Italia e dell'Europa (con set memorabili a Berlino e a Londra) è esplosa ieri in una notte di magie indimenticabili, nel brullo e anonimo piazzale della Fiera, luogo purtroppo obbligato per gli eventi pop di questo respiro in città (a quando una vera arena attrezzata?). Un concerto dai suoni potenti e fortemente rock, dall'inizio alla fine, dove Rossi e i suoi musicisti (una band compatta capace di dare ritmo e respiro orchestrale a una scaletta impegnativa) ci danno dentro da veri fuoriclasse.

Concerto da grandi numeri. Non solo per quei trentaduemila irriducibili fan, un popolo vero e proprio, un mare di magliette nere con scolpito sopra il nome a lettere verdi del loro beniamino, e poi gli striscioni colorati, le fascette, il solito contorno di flash e telefonini accesi per mandare in diretta sorrisi e canzoni.

Restando infatti in ambiti cabalistici, il numero chiave resta sempre quello perfetto del tre. Una trentina le canzoni inserite nella set list che va dai brani storici come «La nostra relazione», prima canzone del primo album in vinile di Vasco del 1978 («Ma cosa vuoi che sia una canzone») al recente «Sto pensando a te», tratto dall'ultimo «Tracks 2». Facendo i conti, una trentina d'anni di carriera. Cioè almeno tre generazioni di appassionati della musica del Blasco.

Stregati, addirittura, a vederli incollati davanti ai mega schermi per seguire, come da una magica, lente le evoluzioni del cantante e della sua band, composta da due straordinari chitarristi: Steff Burns e il fido Maurizio Solieri, carpentieri meticolosi e precisi nel costruire un muro di suono potente, come anche nel sottolineare, con sciabolate nervose e riff acidi, le ballad amatissime del cantautore emiliano. Con loro il solido bassista Claudio Golinelli, il tastierista Alberto Rocchetti, la tromba di Frank Nemola, il sax di Andrea Innesto e la brava Clara Moroni ai cori, con l'esordiente Glen Sobel alla batteria (ha sostituito in questa tappa cagliaritana il collaudatissimo drummer Matt Laug, indisposto).

Tre generazioni una a fianco all'altra nel nome di Vasco. Ragazzi ed ex ragazzi terribili che, come il loro mito, non hanno perso il gusto e la passione per la trasgressione, la voglia di dire ad alta voce e senza peli sulla lingua le proprie idee. E di cantare.

Canzoni bellissime che hanno segnato momenti importanti nella storia del nostro Paese. Canzoni che sono nel cuore e nella mente di milioni di italiani. Dagli inizi rock di «Un gran bel film» a «Deviazioni» dal mitico album «Bollicine» (anche questa eseguita ieri tra le urla e i cori) a «Domenica lunatica». Ma altre emozioni vengono distillate dal repertorio degli anni Novanta come da quello più recente. Dalla mitica «Sally» in veste acustica «Un gran bel film» a «Stupendo», «Delusa», «Hai ragione tu». Dalla recentissima «Ad ogni costo», cover del gettonato brano «Creep» dei Radiohead, a un finale da cult con «Vita spericolata» e «Albachiara», Vasco ha regalato un concerto potente e indimentidabile.
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