Da via Loi a via Carta Ottana dà un nome alle nuove strade
Federico Sedda
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A destra uno scorcio di Ottana (Sedda) 2 MINUTI DI LETTURA
OTTANA. Si va da via Eroi di Palabanda a via Emanuela Loi, da via S'affuente a via Maria Carta. Sono i nomi delle vie della nuova toponomastica di Ottana. Tutti nomi che si riferiscono a fatti e personaggi, antichi e recenti, della storia e della tradizione della Sardegna. Nomi noti, come quelli della cantante Maria Carta o dell'intellettuale giurista Antonio Pigliaru, altri meno noti come il vescovo di Ottana Antonio de Alcalà o il poeta sassarese Salvatore Poddighe. Ma i nomi delle vie che destano maggiore curiosità sono via S'affuente e via Eroi di Palabanda. Il primo è uno strumento caratteristico e unico della tradizione popolare di Ottana che ha un doppio uso: uno laico e uno religioso. «È un antico e misterioso piatto in ottone - spiega il sindaco Gian Paolo Marras - che viene utilizzato il venerdì santo durante s'iscravamentu per deporre i chiodi del Cristo. Ma ha anche una funzione profana perché lo stesso piatto, percosso ritmicamente da una grossa chiave, funge da strumento musicale per accompagnare i balli tradizionali». Via S'affuente è sicuramente unica in Sardegna e nel mondo. Via Eroi di Palabanda, invece, è un riferimento a un fatto storico forse poco conosciuto e poco citato nei testi di storia della Sardegna. «Questi eroi - spiega ancora il sindaco - sono gli uomini che nel 1812 si riunirono a Palabanda, nei pressi del quartiere cagliaritano di Stampace, per organizzare una sommossa contro i piemontesi. Furono, però, scoperti e arrestati. Alcuni furono giustiziati, altri morirono in carcere». Altre vie sono state dedicate a Emanuela Loi, l'agente di polizia di Sestu che perse la vita nell'attentato al giudice Borsellino, Maria Carta, l'indimenticabile cantante folk, Mariano IV giudice di Arborea e padre di Eleonora, Francesco Ignazio Mannu, l'autore dell'inno «Su patriotu sardu a sos feudatarios» e, infine, Antonio de Alcalà, il vescovo dell'antica diocesi di Ottana che nel 1475 tenne il primo sinodo diocesano in lingua sardo-logudorese. I nomi delle nuove vie, come prevede la legge, hanno ricevuto il nulla osta della prefettura.
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