Bloccati i ladri di sabbia di Is Aruttas

A Is Aruttas i divieti spesso non hanno senso. Così anche quest’estate hanno cominciato a portar via sacchetti di sabbia al quarzo dalla spiaggia  di Is Aruttas. Alcuni turisti sono stati colti sul fatto e bloccati.

CABRAS. A Is Aruttas i divieti ben visibili sulle tabelle per molti turisti continuano a non avere alcun senso. Così anche quest’estate hanno cominciato a portar via sacchetti di sabbia al quarzo. Preziosa per l’ambiente, senza alcun valore per chi la abbandonerà, o nella migliore delle ipotesi, la sistemerà nell’acquario. Sul lido che dovrebbe essere il più tutelato della Penisola del Sinis, e forse dell’intera Sardegna, continua a capitare di tutto. E pensare che qui è persino proibito accendere una sigaretta.

L’ultima violazione è di pochi giorni fa. Alcuni turisti sono stati sorpresi e fotografati mentre erano intenti a scegliere e raccogliere i chicchi di quarzo. Solo poco prima la polizia municipale era intervenuta per sequestrare un fucile subacqueo, perchè anche la pesca è proibita, poi questo spicchio di paradiso è rimasto in balia dei bagnanti. Come ogni giorno, quindi, qualcuno ha pensato che i chicchi brillanti di quarzo fossile che danno forma alla spiaggia e a gran parte dei lidi del Sinis (dove i controlli sono pressoché inesistenti), siano troppo belli per lasciarli dove si trovano. Poco importa che ogni granello abbia alle spalle una storia millenaria e rappresenti un vero e proprio tesoro geologico, oltre che naturalistico che deve essere rispettato. Ma gli appassionati questa volta sono stati colti con le mani nel sacco dai vicini d’ombrellone che li hanno gentilmente invitati a svuotare le borse: «Veramente - hanno risposto - la sabbia ci serviva per fissare le sedie sdraio». Ma l’argomento debolissimo è caduto quando gli è stata paventata la possibilità di ricevere una multa salatissima nel caso in cui l’episodio venisse scoperto dalle autorità. Solo davanti a questo argomento i turisti hanno preferito rinunciare e dare retta ai bagnanti-sentinella, i veri controllori del patrimonio ambientale di Is Aruttas.

Nel frattempo, comunque, i trasgressori sono stati fotografati da altri turisti presenti. Sui problemi che arrivano dal mare, però, anche gli ambientalisti più appassionati possono fare poco o niente. E giovedì sera un’immensa chiazza di schiuma maleodorante si è materializzata nella zona di mare a sud dell’arenile, costringendo i bagnanti a uscire dall’acqua. Difficile stabilire la provenienza delle sostanze inquinanti, ancora più difficile perseguire i responsabili.

A primo acchitto la marea gialla sembrerebbe il classico risultato degli scarichi illeciti di qualche imbarcazione, forse qualche nave che ha pulito i serbatoi. Il mistero è destinato a rimanere tale, anche perché l’episodio è passato sotto silenzio. E allo stesso modo nessuno pare vedere i piccoli venditori ambulanti che lavorano sulla spiaggia. Bambini, di appena dieci anni che, nonostante le segnalazioni, faticano sull’arenile. Tutto questo può comunque essere segnalato al 1530, il numero blu delle capitanerie che interverranno, perchè il paradiso non può attendere, la natura non è inesauribile, il lavoro minorile va stroncato, e occorrerebbe agire in fretta, finché si è in tempo.
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