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E' in libreria «Stainoterapia dell'amore» (149 pagine, 11 euro), libro a ...

Angiola Bellu
E' in libreria «Stainoterapia dell'amore» (149 pagine, 11 euro), libro a ...

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E' in libreria «Stainoterapia dell'amore» (149 pagine, 11 euro), libro a fumetti che Sergio Staino, tra gli autori satirici più amati, pubblica per Salani. Coscienza comica della sinistra, Staino con le sue strisce racconta dal 1979 la storia (comicamente autobiografica) di una famiglia, storia che finisce sempre per sconfinare in quella del costume, della società e quindi, inesorabilmente, nella politica. I racconti sulla vita quotidiana di Bobo e Bibi, però, sono nati paradossalmente dalla volontà dell'autore di chiudere con la politica, come ci racconta: «La storia inizia nel 1979, quando, il primo maggio, sono riuscito ad uscire da una setta in cui ero rimasto intrappolato: il Partito comunista d'Italia marxista leninista "linea nera", molto accreditato a Tirana». Sembra una boutade stile Bobo, ma il suo autore racconta che il riferimento all'Albania è assolutamente vero: «Era la terra dell'uomo nuovo; il partito chiudeva ogni discorso con un "compagni albanesi vi promettiamo che un giorno l'Italia sarà come l'Albania". Cosa che, per altre vie, dal punto di vista economico oggi siamo quasi riusciti a fare. I vecchi partigiani delle sezioni del Pci ci dicevano: "Ragazzi, ma siete quattro gatti". Noi rispondevamo: "Quattro gatti con dietro due miliardi di cinesi"».  Uscito dalla «setta», ad ottobre di quell'anno Staino inventa la striscia di Bobo: «Volevo fare strisce umoristiche da pubblicare in qualche rivista per guadagnare un po' di soldi, raccontando storielle di famiglia: un babbo una mamma, una bambina e gli amici. Evidentemente, però, la politica era qualcosa di talmente pregnante in una famiglia di sinistra che abitava nella rossa Toscana, nella rossa Scandicci, che questa politica, buttata fuori dalla porta, è rientrata dalla finestra». Quando Bibi-Bruna, la moglie di Bobo-Sergio, è entrata nella vita di Staino l'ha rivoluzionata: «Quando l'ho conosciuta ho subito pensato a quanto sarebbe stato bello invecchiare insieme a lei. Avevo giurato di non avere mai figli, avevo nipoti che amavo e che mi bastavano, avevo 34 anni e a quell'epoca era un'età avanzata per avere figli. La prima volta che l'ho vista nuda le ho detto: "Ma hai dei fianchi adattissimi ad avere un bimbo!". Lei mi ha detto: "Mi stai guardando come una vacca d'allevamento"». Bruna nella vita è una peruviana della buona società di Lima, che ha studiato in college stile statunitense; nelle strisce Bibi è una californiana «più vicina a Miami che a Machu Picchu».  Quando le prime strisce di Bobo e Bibi sono uscite su Linus - racconta Staino - nella recensione che fece all'epoca l'Unità c'era scritto: «Ma non dicevano che i comunisti non fanno ridere?». E portava come prova Panebarco, Altan e Staino. «Io ero stupito di essere considerato comunista, visto che non ero più niente. Ma tutti mi hanno letto come comunista, compreso il Pci».  Staino riesce sempre a far sorridere con distacco e allo stesso tempo «costringe» a riflettere. Gli chiediamo quale sia il meccanismo critico che le sue strisce riescono a muovere nel lettore. «In tutte le situazioni, anche quelle più tragiche, c'è una possibilità di strappare il sorriso». Gli chiediamo se con la «Stainoterapia dell'amore» intenda che l'amore curi o che vada curato. «Sono vere tutte e due le cose. Soprattutto, va curato con l'autoironia: non bisogna mai prendersi troppo sul serio quando succede qualcosa va male nella coppia, quando succede che il proprio compagno fa qualcosa che non si ritiene giusto. Bisogna pensarci un po' e vedere se ci siano aspetti divertenti. Se si trovano la cosa è risolta. Comunque tutto viene ridimensionato. Io sono stato sempre d'accordo e sono d'accordo con ogni tipo di convivenza umana: tre uomini e due donne; cinque donne e un uomo; un carro attrezzi tre donne e due gatti. Tutto, se è fatto con amore, è lecito. A me è toccata una coppia eterosessuale, sostanzialmente fedele, con una bambina e un bambino. Insomma: ho fatto contenti Wojtyla e Ratzinger senza volerlo».  «Ogni donna è un universo a sé stante», scrive Staino in una striscia. Gli chiediamo cosa sia ogni uomo. «Siamo molto più conformisti, sicuramente». Ma avete dentro l'infinito. «Bisogna che ce lo tiriate fuori con molto forza. Siamo molto più fragili. Cerchiamo di presentare un'unica faccia». L'utima vignetta del libro è del 1994, si intitola «Rivelazione» ed è divertentissima. C'è Bibi che scopre in un attimo che l'uomo che in quel momento si sta mettendo le lenti a contatto e con cui vive da vent'anni è l'amore della sua vita. Si commuove. Poi però passa tutta la notte a cercare di capire se quella commozione sia gioia o disperazione. E' la sintesi dello Staino-pensiero sull'amore? L'autore ride e confessa: «Direi di sì. E quella vignetta è completamente vera. Vera la data, vero il giorno. La vignetta originale è appesa sulla scrivania di Bruna».  

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