La Nuova Sardegna

Ex presidente Torres restituirà allo Stato novecentomila euro

Luca Fiori
Ex presidente Torres restituirà allo Stato novecentomila euro

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 SASSARI. Ancora guai giudiziari per Antonio Mascia, l'ex presidente della Torres, finito qualche anno fa - proprio alla vigilia dell'acquisto della società di calcio - al centro di un'inchiesta della magistratura per un finanziamento ottenuto dal ministero dello Sviluppo economico.  Mascia, ha stabilito la Corte dei Conti, dovrà restituire al ministero poco meno di 900mila euro. I giudici hanno stabilito che quei finanziamenti furono ottenuti illecitamente. Se per l'aspetto penale Mascia (difeso dagli avvocati Paolo Gallizzi e Mario D'Antino) se l'era cavata con una sentenza di prescrizione del reato, all'ex presidente della Torres non è andata altrettanto bene sotto l'aspetto finanziario.  La sentenza con cui il tribunale di Sassari aveva ritenuto di non dover precedere per prescrizione, era stata pronunciata il 17 dicembre di due anni fa. Nei giorni scorsi la sezione giurisdizionale della Sardegna della Corte dei Conti (Mario Scano presidente, Marino Benussi consigliere e Antonio Contu consigliere relatore) ha presentato il conto ad Antonio Mascia, condannandolo in solido alla restituzione a favore del ministero dello Sviluppo economico della somma di 880.321,44. A tale importo - hanno stabilito i giudici - andranno anche aggiunti gli interessi e le spese processuali. Secondo il Procuratore regionale, l'erogazione della somma stanziata dal ministero a favore della società di Mascia costituirebbe «danno per l'erario, atteso che la stessa è stata corrisposta a fronte di documenti attestanti pagamenti mai effettuati, supportati da assegni privi di data e mai portati all'incasso, da fatture totalmente stornate dalla società emittente e da un contratto successivamente annullato». In definitiva, secondo la Procura Mascia avrebbe agito illecitamente per ottenere contributi pubblici.  Titolare della Inversol, con sede a Sassari in viale Italia, Antonio Mascia è a capo di un'azienda che produce additivi per prodotti petroliferi ed è fra i fornitori della Saras.  Mascia era finito sotto la lente della guardia di finanza nel 2004. Secondo le accuse del sostituto procuratore Francesco Gigliotti, Mascia e l'ingegnere Giuseppe Busacca (originario di Brolo in provincia di Messina, ma residente a Milano) avrebbero truffato il ministero riuscendo (con i finanziamenti della legge 488) ad ottenere l'erogazione di fondi per una cifra di poco inferiore ai 900mila euro. La prima quota per la realizzazione di un impianto - mai realizzato - per il trattamento di rifiuti a Porto Torres. Secondo le accuse, i due avrebbero fatto apparire di aver sostenuto spese per 1.912.750 euro per realizzare l'impianto che avrebbe dovuto recuperare vanadio e nichel dalla lavorazione dell'orimulsion.  La parentesi di Antonio Mascia alla guida della Torres durò due anni. Mascia era arrivato nel campionato 2006-2007. Con la nuova denominazione di Sassari Torres 1903 e sotto la sua presidenza il club ottiene in extremis l'ammissione alla Serie C2 grazie al Lodo Petrucci. Nell'estate 2008 Mascia lasciò la guida della società quando gli organi federali di controllo disposero l'esclusione della Torres dalla serie C2 ancora per ragioni finanziarie.

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