Una Virginia Woolf poco idealista e molto calcolatrice
“Consigli per aspiranti scrittori”, inediti della scrittrice nel volume curato per Rizzoli da Roberto Bertinetti
Propone pagine di diario e saggi mai apparsi in Italia la raccolta di testi di Virginia Woolf “Consigli a un aspirante scrittore”, a cura di Roberto Bertinetti, appena pubblicata da Rizzoli (264 pagine, 7 euro) di cui presentiamo qui sotto alcuni estratti. I testi mettono in evidenza un aspetto poco noto della personalità della scrittrice: una donna più snob di quanto non si fosse creduto finora, lontana dall'immagine cara alle studiose di scuola femminista. Il curatore documenta come molte analisi attribuiscano a Woolf idee che non trovano riscontro nelle opere. «Se è indubbio che per tutta la vita si è battuta in favore dei diritti delle donne, appare altrettanto incontestabile la sostanziale indifferenza verso i movimenti politici attivi nell'Inghilterra di inizio secolo», rileva.
Pubblichiamo qui sotto gli estratti del diario in cui Woolf annota i progressi economici della sua carriera.
30 settembre 1926
Voglio regolare il problema dei vestiti secondo queste regole: procurarmi dei vestiti a buon prezzo per il giorno; poi un vestito elegante preso da Brooke; e mostrarmi meno puntigliosa a proposito dei limiti di spesa, perché basta che scriva e mi dia da fare per avere a disposizione almeno ? 50 extra all'anno per le spese voluttuarie. Non permetterò più che il pensiero di un cappotto da ? 3 mi perseguiti nel cuore della notte, e non mi spaventerò più a pranzare fuori perché ?non ho niente da mettermi?. Quel che occorre e una maniera di vedere le cose più vasta e più audace.
Sabato 23 luglio 1927
Siamo molto vicini alla fine della stagione londinese. Vado da Ethel Sand a Dieppe (sono piuttosto fiera di dover attraversare di nuovo la Manica) mercoledì, poi ritorno a Newhaven, dove potrebbe venirmi incontro la mia macchina nuova. Da quando ho scritto l'ultima volta ho imparato a guidare la macchina da sola in campagna. Scrivo le istruzioni per mettere in moto su qualsiasi pezzetto di carta. Abbiamo una bella macchina piccola, leggera, chiusa nella quale possiamo viaggiare per migliaia di miglia. E di un colore blu molto scuro con una riga più chiara intorno. Rifletto che il mondo me l'ha regalata perché ho scritto “The Lighthouse”, un libro che ha già venduto 3160 copie (forse): ne venderò 3500 prima di morire e quindi supera qualsiasi altro libro io abbia scritto. Ho lavorato molto metodicamente e fatta la mia dose di articoli, tanto che con un po' di fortuna avrò messo insieme ? 120 oltre alla somma solita entro settembre. Vale a dire che quest'anno avrò guadagnato 320 sterline con gli articoli giornalistici e suppongo almeno altre 300 con il mio romanzo. Ho pensato troppo a far quattrini, ma l'ho fatto apposta, lucidamente; dopo che avremo un gruzzolo ciascuno mi piacerebbe lasciarlo sprofondare nel mio subconscio e guadagnare con facilità quel che ci occorre. Bruce Richmond viene a prendere il tè lunedì per discutere un articolo su Morgan; e cercherò di fargli capire che non posso sempre rifiutare 60 sterline in America per riceverne 10 del Times.
30 giugno 1929
Quest'ultimo mezzo anno ho guadagnato più di 1800 sterline; quasi al ritmo di 4000 sterline ll'anno. E quasi il salario di un ministro; e c'è stato un periodo, due anni fa, in cui faticavo per arrivare a ? 200. Ora mi pagano più del dovuto per i miei brevi articoli - E penso ancora che il gran piacere della prosperità sia quello di poter entrare in un negozio e comprare un temperino. Bene, dopodomani la smetterò di scrivere articoli e mi darò alla narrativa per sei o sette mesi - forse fino al marzo dell'anno prossimo. E registro qui la mia intenzione di scrivere in modo molto più accurato il mio prossimo libro; di eliminare le ridondanze. Ora che mi pare di essermi guadagnata il libero uso della mia penna, devo cominciare a frenarla. Finora per la mia libertà ho dovuto combattere.
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