Lite sul caso 5 Stelle Renzi: Grillo ha paura

Il leader Pd attacca il comico genovese dopo la rinuncia al voto Ancora caos sulle liste dei ribelli. Arriva Becchi, ideologo del Movimento

SASSARI. L’ultimo schiaffo arriva da Matteo Renzi. Un affondo che è come un siluro su una nave alla deriva. Il segretario del Pd ritorna sul caso Sardegna e commenta in modo caustico la scelta dei 5 Stelle di non presentarsi alle elezioni. «Grillo perde consenso. L’avete visto in Trentino Alto Adige? Adesso ha avuto paura a candidarsi in Sardegna. Per forza. Grillo si rende conto che la tattica di non fare niente alla lunga non paga». Le parole scritte dal segretario nella sua e-news renderanno ancora più incandescente il clima dentro i 5 Stelle.

Sul lettino del filosofo. Loro si affidano a un filosofo per elaborare il senso del dolore di una autodistruzione. Per sedare la rabbia dei grillini arriva nell’isola Paolo Becchi, docente di filosofia del diritto, uno degli ideologi del Movimento 5 Stelle. Sarà a Sassari il 18, e spetterà a lui trovare un filo che tenga unito un movimento sull’orlo della crisi interna.

La rivolta nella rete. Su Facebook la protesta non si placa. I militanti continuano a contestare la scelta di non partecipare alle regionali. Sotto accusa finiscono i parlamentari a 5 Stelle. In molti ora chiedono in modo aperto le dimissioni dei rappresentanti del M5S.

Le liste clone. Rimangono sul campo le due liste alternative depositate all’ultimo momento. “Onestà e progresso” fa riferimento a un gruppo di attivisti di Cagliari. Il simbolo era già stato utilizzato alle Comunali proprio in conto la lista a 5 Stelle ufficiale che aveva come candidata a sindaco la parlamentare Manuela Corda. La seconda lista è il “Nuovo movimento Sardegna”, legata a un gruppo di attivisti del M5s del sud dell’isola. Per ora preferiscono restare ancora nell’ombra.

Contrassegno da modificare. La Corte di appello ha bocciato il simbolo del Nuovo movimento Sardegna, l’unico irregolare sui 34 presentati. Ma c’è tempo per rimediare. Secondo il tribunale il logo con 5 rose dei venti potrebbe trarre in inganno gli elettori perché troppo simile a quello ufficiale dei 5 Stelle. La contestazione dal punto di vista tecnico sarebbe legata al numero delle rose dei venti. Ma i promotori del partito fai da te hanno 48 ore per modificare il disegno del simbolo. Entro il 13 dovranno essere presentate le liste con i candidati.

Miscela esplosiva. Le dichiarazioni di Beppe Grillo sul blog si sono aggiunte alla rivolta dei militanti sul web. Benzina sull’incendio delle polemiche. Tra i due fuochi si trovano i parlamentari che vengono accusati da una parte degli attivisti di una scarsa vigilanza su quello che accadeva. Dall’altra sono investiti dai vertici del Movimento di tenere sotto controllo il caso Sardegna. Alcuni non hanno nascosto il loro disappunto per la scelta di Grillo di non concedere il simbolo. Anche perché il leader del Movimento ha indicato la via futura per dirimere le controversie nelle elezioni regionali. L’uso del sistema delle primarie interne, con la scelta dei candidati attraverso il voto espresso dai militanti sulla rete. La soluzione che da mesi aveva ipotizzato una delle due anime in conflitto. Chi sosteneva la linea della road map aveva pronti 120 aspiranti candidati che avevano già registrato il loro videoclip da inserire sulla rete.

Il destino dei ribelli. Rimane da capire quale sarà la presa di posizione ufficiale del movimento nei confronti degli attivisti che hanno dato vita alle due liste last minute a 5 Stelle. (l.roj, ha collaborato Stefano Ambu)

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