La casa di Gramsci a Torino diventa un albergo a cinque stelle
Intitolare ad Antonio Gramsci un hotel a cinque stelle? "Più che il segno dei tempi mi sembra il segno tangibile degli scempi", commenta da Torino, dove abita, Pietro Vitzizzai, ex leader del...
Intitolare ad Antonio Gramsci un hotel a cinque stelle? "Più che il segno dei tempi mi sembra il segno tangibile degli scempi", commenta da Torino, dove abita, Pietro Vitzizzai, ex leader del consiglio di fabbrica di Ottana negli anni '70, ingegnere aeronautico di Mamoiada. E spiega: "Il palazzo dove era in affitto il fondatore del Pci si chiamava albergo di virtù per l'accoglienza e l'istruzione dei poveri e di ragazze in difficoltà. Farne un tempio del lusso mi sembra una profanazione". Nicola Tranfaglia, storico fra i più autorevoli in Italia, ex preside di Lettere nel capoluogo piemontese, ex parlamentare comunista, da Roma dice: "Credo sia un errore. Quel luogo poteva diventare un diverso momento di ricordo di un intellettuale che ha lottato per la causa dei poveri. Si poteva trovare un'altra destinazione a un palazzo dove nascevano le pagine di Ordine Nuovo sotto la guida di Gramsci".
Il palazzo destinato a diventare albergo extralusso nel nome del pensatore di Ales-Ghilarza è in pieno centro a Torino, piazza Carlina. Gramsci ci aveva abitato un secolo fa, dal 1914 al 1922. Una stanzetta al primo piano verso via san Massimo. Casa, redazione, ritrovo di operai e democratici. Finita la guerra, sconfitto il fascismo che aveva incarcerato l'intellettuale sardo facendolo morire in carcere, l'edificio fu acquistato prima dal Comune, poi dallo Iacp. Giampaolo Collu, di Villacidro, ex assessore ai Lavori pubblici di Torino, ricorda: "Si pensò di metterlo in vendita e si presentarono due gruppi: uno torinese, un altro svedese, Radison, che puntava a incrementare il turismo scandinavo sotto la Mole. Poi il silenzio. Oggi un hotel di lusso? Ma se tutti gli alberghi di alta classe sono semivuoti?".
A ritenere che intitolare quel palazzo-hotel a Gramsci non sia una "provocazione" è il presidente degli emigrati sardi a Torino, Enzo Cugusi, di Gavoi, consigliere comunale dal 2001 al 2011. "Oggi il nome di Gramsci è sempre più famoso nel mondo. È giusto ricordarlo in ogni modo, il nostro circolo verrà nuovamente dedicato a lui. Nell'albergo ci sarà spazio per incontri culturali proprio nel nome di Gramsci".
La polemica non si fermerà. C'è chi pensa sia un atto "una speculazione, gli appartamenti verranno venduti come suite", osserva Collu. Una scrittrice torinese, Elisabetta Chicco, nel libro "Le ali di Mercurio", parlando di piazza Carlina aveva detto: "Era tutto un controsenso. Al tempo dei francesi c'era la ghigliottina, e c'era già l'Alberto di Virtù, il correzionale per i figli del popolo. Poi la caserma dei carabinieri, la statua di Cavour aveva impresso il sigillo militar-sabaudo". Ora resort per vip. E dire che a Ghilarza Gramsci - scriveva Giuseppe Fiori - abitava in una casa "di pietra lavica rossastra".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
