La Nuova Sardegna

«Strage degli Smenghi, riaprite l’inchiesta»

«Strage degli Smenghi, riaprite l’inchiesta»

L’appello dei familiari 21 anni dopo la tragedia. Dopodomani conferenza stampa a Portovesme

26 maggio 2014
2 MINUTI DI LETTURA





PORTOSCUSO. Ci sono tragedie che restano dolorosamente nella memoria come ferite che non si rimarginano. Una di queste è quella che annientò quasi completamente la famiglia Smenghi il 5 agosto del 1993, nello specchio di mare davanti alle fabbriche di Portovesme.

Aspirati da un collettore morirono Giorgio Smenghi, 42 anni di Arbus, la moglie Pinella Trulli, 34 anni di Carbonia, i loro tre figli Margherita (16 anni), Teresa (8) anni e Gabriele (5) anni, e un amichetto dei ragazzi, Mauro Salaris di 11 anni. Si salvarono la figlia maggiore degli Smenghi, Rosa che allora aveva 17 anni, e i due fratellini Gabriele e Jessica (di 6 e 4).

Imprudenza e amore sicuramente all'origine di quella strage, perché il povero Giorgio Smenghi si buttò in acqua vedendo la figlia Margherita in difficoltà in un mulinello. Lo seguirono, travolti dalla paura, la moglie e i piccoli Teresa e Gabriele e Mauro Salaris. Morirono tutti. Ma in questa immensa tragedia familiare ci sono state forse anche responsabilità che non sono mai state accertate sulla sicurezza in quel tratto di mare. Le grate che avrebbero dovuto proteggere la bocca del collettore, infatti, non c'erano. O meglio, sembra fossero sul fondo. L'inchiesta della magistratura non approdò a nulla e si chiuse con un'archiviazione. Una decisione che provocò però polemiche roventi e una profonda delusione. In molti, infatti, denunciarono il fatto che in quel tratto di mare le aziende di Portovesme non avevano ottemperato agli obblighi imposti per la sicurezza.

A distanza di 21 anni, c'è però ancora chi non si rassegna e chiede giustizia, chiede che l'inchiesta venga riaperta per accertare eventuali responsabilità. Per dopodomani alle 10,30 è stata infatti organizzata una conferenza stampa-denuncia proprio dove si consumò la tragedia. Accompagnati dalle associazioni "Sardegna pulita" e "Presidio piazzale Trento" ci saranno i parenti delle vittime. Prima di tutto Rosa Smenghi che adottò i due fratellini superstiti e che saranno con lei mercoledì mattina sulla spiaggetta davanti al molo dove la loro famiglia venne distrutta. E ci sarà anche la madre del piccolo Mauro Salaris, la sesta vittima

Sarà il momento doloroso del ricordo, ma soprattutto anche un forte atto pubblico di denuncia. La richiesta è infatti quella di riaprire l'inchiesta giudiziaria, anche alla luce di nuovi importanti elementi che saranno presentati mercoledì.

In Primo Piano
La polemica

Pro vita e aborto, nell’isola è allarme per le nuove norme

di Andrea Sin
Le nostre iniziative